A caccia di obbligazioni societarie

di Luca Gianella

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Continua il prospero momento delle emissioni da parte di banche ed imprese anche se spesso si tratta di offerte inaccessibili ai privati risparmiatori. Eppure, anche sul Mot, c'è la possibilità per tutti di avere ottimi rendimenti

Sembra non avere fine il boom di obbligazioni corporate e bancarie sul mercato europeo. Il mutato atteggiamento degli investitori, ora maggiormente propensi al rischio, ha portato ad un forte aumento dell’offerta dall’inizio di ottobre. Stanchi ormai dei minimi rendimenti, o, per meglio dire, dalle perdite, dei Titoli di Stato, i risparmiatori convogliano la loro liquidità sulla carta corporate.

E non poche sono le opportunità da cogliere. Ma per capire il perché del successo delle obbligazioni è opportuno, forse, soffermarsi su pochi dati, purtroppo però emblematici. Ad oggi per avere un rendimento del 5% occorre possedere un Titolo di Stato con scadenza trentennale quando invece, solo ad inizio anno, un Btp a 15 anni garantiva la stessa percentuale.

Ancora, un Btp a 5 anni rende oggi circa il 2,87% contro il 3,6% di inizio anno. Cifre che scoraggerebbero i più feroci sostenitori dei bond governativi. Intanto dal fronte bancario arrivano non poche emissioni, dopo quella subordinata di Société Generale per circa un miliardo di dollari sono seguite quella di Intesa Sanpaolo per 1,5 miliardi e di Credit Agricole per 550 milioni di euro.

Sul fronte corporate, invece, sono da rilevare le emissioni della spagnola Gas Natural, i bond di Air France e di Finmeccanica. Un’osservazione però è d’obbligo, i risparmiatori privati hanno potuto beneficiare solo in via marginale dei titoli corporate poiché la stragrande maggioranza delle emissioni è dedicata ad investitori istituzionali, non è quotata sui mercati regolamentati italiani quali Mot, EuroMot ed ExtraMot e richiede tagli minimi di 50.000 euro.

Tutti questi sono elementi che rendono praticamente impossibile la vendita di questi bond ai privati da parte delle banche. Ma allora quali sono le occasioni che un investitore privato medio può cogliere sui mercati obbligazionari regolamentati italiani? C’è di che rallegrarsi, innanzitutto si tratta di titoli con un taglio minimo di 1.000 euro e quindi alla portata dei più, inoltre si può arrivare a rendimenti tra il 7% e l’8%.

È pur vero che queste percentuali richiedono un orizzonte temporale di investimento piuttosto lungo, come nel caso dei bond Telecom al 2033 con un rendimento del 6,57 ma d’altronde ci si potrebbe anche “consolare” con il 6,02% di Peugeot, scadenza 2014. Interessante anche l’offerta di Fiat Finance&Trade con un rendimento del 6,33%, taglio minimo, però, 50.000 euro. Ampia scelta quindi tra i mercati obbligazionari con la consapevolezza che, per ottenere determinati rendimenti, non è più necessario sottostare ad una logica di lungo periodo.

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