A Citylife il primo grattacielo residenziale in Italia

di Barbara Weisz

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Cambia la destinazione d'uso della torre "storta" di Libenskind: 70% appartamenti, un albergo di lusso, pochi uffici. Ecco il progetto milanese

Prima della crisi, l’idea era destinare il 45% degli spazi all’interno della torre di Libeskind agli uffici. Ora, il progetto cambia: per la maggior parte, il famoso grattacielo di Citylife (il progetto che ridisegna l’area milanese dove c’era la vecchia Fiera), quello curvo per intenderci, sarà destinato ad abitazioni residenziali.

Sarà dunque il primo grattacielo italiano quasi interamente destinato a uso abitativo. Ci sarà anche un albergo, di lusso ci mancherebbe, e (anche questo è un fatto con rari precedenti, per di più in Italia) i residenti potranno usufruire delle strutture dell’hotel. Certo, tutto questo non sarà a buon mercato: «stiamo vendendo a cifra compresa fra i 7mila e gli 11mila euro al metro quadro», ha spiegato l’amministratore delegato di CityLife, Claudio Artusi.

È bene precisare subito che si tratta ancora di una situazione in divenire. La società ha chiesto il cambio di destinazione al Comune, che ora deve vagliare la proposta (l’assessore all’Urbanistica Carlo Masseroli ha già detto che la giunta se ne occuperà a settimane). E comunque, «prima tastiamo il mercato e poi prendiamo le decisioni», ha aggiunto lo stesso Artusi. La società ha commissionato una specifica ricerca per valutare l’opportunità dell’operazione. Comunque sia, al momento sembra che sui cambiamenti del progetto siano tutti d’accordo, comune e società.

Il grattacielo progettato da Daniel Libeskind sarà alto 170 metri, e comprenderà 35 piani. Il gesto architettonico rimane intatto (ci sarà quindi, par di capire, la curva che si è attirata, fra le altre, le critiche del premier Silvio Berlusconi), ma il nuovo piano prevede che ai primi piani ci sia un hotel, e che alle abitazioni private sia destinato il 70% degli appartamenti.

Il restante 30% andrebbe ad attività commerciali e uffici. Questi ultimi, più che alla vendita si pensa ad affitti (prezzi fra i 350 e i 400 euro a metro quadro l’anno). Se il nuovo progetto andrà in porto, la torre di Libeskind sarebbe il primo grattacielo italiano a uso residenziale, su un modello che è invece già sperimentato in Asia e in America. Per la verità, ci sono abitazioni anche in un altro famoso grattacielo milanese, la Torre Velasca, ma solo agli ultimi piani, il resto sono uffici.

Fino a questo momento a Citylife sono stati venduti 80 appartamenti, su un progetto che ne prevede 1100-1200. Gli acquirenti, sono per lo più coppie fra i 40 e i 60 anni. Nel frattempo, il progetto va avanti. Chi passa ora nell’area della vecchia Campionaria si trova davanti a un grande cantiere. La precedenza, nel corso dei lavori, viene data ai servizi pubblici. Ieri è stato lanciato il concorso internazionale per la realizzazione del parco, 170mila metri quadri di verde: il Comune selezionerà cinque progetti, che si affiancheranno ai tre scelti da Citylife.

A fine ottobre l’aggiudicazione, entro fine anno il progetto sarà definitivo. Il primo lotto del parco sarà pronto entro la fine del 2012. Nel quartiere sorgerà anche il Museo di Arte Contemporana (sempre ideato da Libeskind, il progetto sarà pronto entro fine anno, i lavori inizieranno nel 2011), l’unico padiglione rimasto della vecchia fiera diventerà un centro ricreativo per bambini, gestito dalla Fondazione Muba, e ci sarà un’apposita fermata della metropolitana, che si chiamerà Tre Torri. In onore ai grattacieli, è chiaro, i cui lavori inizieranno a metà dell’anno prossimo (ma non si partirà da quello di Libeskind).

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