Addio ai Cct, arrivano i nuovi CCTeu

di Barbara Weisz

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Il Tesoro sostituisce i vecchi certificati di credito con titoli basati sull'Euribor a sei mesi. Obiettivo: allargare la base di investitori

Addio ai Cct, i vecchi certificati di credito del Tesoro vanno in pensione. Arriva, al loro posto il CcTeu, una nuova classe di titoli a tasso variabile, con cedole semestrali indicizzate all’Euribor.

Una novità di rilievo dunque nelle emissioni di debito italiane, determinata dalla volontà di ampliare la potenziale base di acquirenti. L’Euribor è un riferimento basilare in Europa, mentre i Cct ora sono legati al tasso domestico. Dunque, uno strumento più conosciuto e quindi più allettante per gli investitori internazionali. Questo potrebbe aumentare la liquidità e migliorare l’efficienza del mercato secondario.

Negli ultimi anni, spiega il ministero, gli attuali Cct «hanno mostrato in alcune occasioni performance sub-ottimali, sul mercato secondario, con livelli di volatilità di prezzo inconsueti per la natura dello strumento, riconducibili al profilo prevalentemente domestico del mercato dei Cct, a differenza degli altri titoli di stato».

La nuova indicizzazione, insomma, presenta «i presupposti affinché il nuovo strumento benefici di una penetrazione maggiormente diversificata nei portafogli di operatori nazionali ed internazionali». Il ministero sottolinea che il titolo può anche offire «un’efficace opportunità di protezione per investitori, sia istituzionali che retail, le cui passività siano esposte dall’andamento dell’Euribor (si pensi al caso dei mutui immobiliari a tasso variabile)».

Il titolo sarà emesso con scadenza sette anni, ma il ministero «si riserva di proporre altre durate in base alle preferenze espresse dal mercato». In un primo tempo sarà offerto tramite sindacati di collocamento, poi a regime sarà regolarmente offerto nelle aste di fine mese.

Sono previste una serie di tutele per chi possiede i Cct. Fin dalle prossime emissioni, ci sarà la possibilità per gli investitori in possesso dei vecchi certificati di credito di concambiarli con i CCTeu. In seguito, ci saranno altre occasioni «mediante regolari operazioni di concambio ordinarie (riservate agli Specialisti in titoli di Stato) condotte con una frequenza coerente con le esigenze espresse dal mercato».

Nel frattempo, a salvaguardia dei possessori di Cct il ministero delle Finanze si impegna a garantire «la liquidità e l’efficienza del mercato secondario attraverso tutti gli strumenti disponibili della gestione del debito». Ad ogni CCT in circolazione verrà «garantito il mantenimento di un flottante minimo in modo da agevolare l’attività di quotazione e scambio da parte dei market maker».

Via Venti Settembre assicura comunque che le operazioni di concambio «non arriveranno a ridurre il flottante dei CCT in circolazione a livelli che ne pregiudichino la liquidità sul mercato secondario» e che «l’impegno a sostenere il comparto sarà mantenuto fino alla scadenza finale dei vecchi titoli, a tutela degli investitori che li detengono in portafoglio».

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