Investimenti, la parola d’ordine è prudenza

di Barbara Weisz

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Quasi un milione di italiani disposti a effettuare per la prima volta un investimento finanziario, ma puntando su prodotti sicuri. Indagine Assoreti.

Torna un certo interesse per gli investimenti finanziari, anche se le scelte degli italiani continuano a essere all’insegna della prudenza. Sono quasi un milione gli italiani interessati a fare per la prima volta un investimento finanziario nei prossimi 12 mesi, ma scegliendo prodotti sicuri e a basso rendimento. Lo rileva l’annuale indagine che Gfk Eurisko realizza per Assoreti, condotta fra febbraio e marzo su un campione di 1200 persone.

Nel dettaglio, è pari al 55% la percentuale di italiani che non hanno mai acquistato un prodotto finanziario. Di questi, quasi la metà intende mantenere questo orientamento, mentre c’è un 6% (che corrisponde a circa 900mila nuclei familiari), che ritiene possibile un primo investimento. 

È leggermente salito anche il numero di coloro che già possiedono prodotti e servizi finanziari, al 45% dal precedente 43%. Anche qui, il 33% non pensa di investire nuovi capitale nel prossimo anno, mentre il 12% non lo esclude.

Come detto, il sentimento prevalente è in tutti i casi quello della prudenza. Il 70% dei potenziali investitori ha intenzione di scegliere prodotti sicuri, mentre solo il 28% vorrebbe rivolgersi a rendimenti più elevati con minori garanzie sul capitale.

L’esigenza più sentita fra gli investitori riguarda la corrispondenza fra le proprie esigenze e le soluzioni che gli intermediari propongono. È stabile la soddisfazione per il servizio degli intermediari, con la leadership che resta ai promotori finanziari (valutati con l’eccellenza nel 55% dei casi), mentre è stabile il giudizio sulle agenzie bancarie ed è in leggero calo quello su agenzie postali e assicurative. In generale, si registra poi una maggior attenzione alle fonti che vengono consultate prima di decidere: il 70% ne consulta almeno due contro il 64% di un anno fa.

L’indagine è stata presentata in occasione dell’assemblea annuale di Assoreti, che ha fornito anche i dati relativi al 2010. La raccolta netta delle reti è stata pari a 12,3 miliardi, cifra raggiunta grazie all’incremento del risparmio gestito, arrivato a quota 14,2 miliardi (+14,8%), che ha controbilanciato la flessione del risparmio amministrato, in calo di 1,9 miliardi.  Nel risparmio gestito si consolida una tendenza in atto da alcuni anni: nell’attività di collocamento prevalgono i prodotti e servizi di società terze, 9,4 miliardi di raccolta netta, contro i prodotti propri, a 4,8 miliardi. Il patrimonio complessivo delle reti è aumentato del 2,8% a 236,3 miliardi.