Imprenditori e cultura, un volano per la crescita

di Barbara Weisz

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Da Della Valle a Pirelli a Intesa SanPaolo, tre esempi di impegno del mondo economico per valorizzare un patrimonio che in Italia è anche un'industria

Diego della Valle lancia un appello agli imprenditori perchè rilancino sulla cultura. Un’azienda storica italiana, la Pirelli, è presente con una mostra alla Triennale di Milano dedicata su “L’anima della gomma” da cui scaturisce, come spiega il presidente Marco Tronchetti Provera, «quell’essenza politecnica milanese fatta di cultura, impresa e tecnologia che è un importante patrimonio nazionale». E un colosso bancario come IntesaSanpaolo presenta il “Progetto Cultura”, aprendo un polo museale nel pieno centro di Milano. Sono solo alcuni esempi di un nuovo impegno dei protagonisti del panorama economico nazionale sul fronte della cultura che non si esaurisce nel mecenatismo ma ha il dichiarato obiettivo di essere un volano di crescita.

La cultura «è anche un’industria di questo paese» ha spiegato Diego della Valle presentando la scorsa settimana, il restauro del Colosseo finanziato dalla sua Tod’s con 25 mln di euro. E gli imprenditori «troverebbero un grande beneficio, non solo di piacere personale ma anche di rispetto aziendale se cominciassero a fare cose concrete» a maggior ragione in questa fase di crisi in cui serve «migliorare il paese». E allora, ha concluso l’industriale marchigiano (che di recente è entrato anche nella Fondazione del Teatro alla Scala), «mi piacerebbe che Moratti a Milano si occupasse di un pezzo di Milano» e lo stesso facessero altri colleghi a «Napoli, a Pompei, Venezia, Firenze» e così via.

Un buon esempio di questo connubio fra impresa e cultura è rappresentato dalla mostra di Pirelli, in corso fino al prossimo 24 luglio alla Triennale di Milano. Quattro sale espositive per celebrare un secolo di storia dell’industria e del costume attraverso la ricerca applicata ai materiali e ai processi. Una mostra che parla di moda e storia del costume, ma anche di innovazione, tecnologia e comunicazione, partendo dai primi prodotti d’abbigliamento “gommati” e poi passando alle evoluzioni del disegno industriale, dei materiali (impermeabili, costumi da bagno, suole e tacchi), e anche della comunicazione aziendale.

Ci sono i bozzetti pubblicitari della prima metà del secolo scorso, rivisitazioni in chiave contemporanea delle più famose campagne pubblicitarie (ad esempio, quella per le suole Coria di Bruno Munari conservata anche al Moma di New York), le immagini, i cataloghi, i manifesti le riviste e i video della storia dell’azienda. «Insisto sul nesso fra imprese e cultura» spiega Tronchetti Provera «perchè non si risolve in un semplice rapporto di mecenatismo: due elementi crescono insieme e pensano insieme».

Imponente, infine, il “Progetto cultura” di Intesa San Paolo, elaborato da un comitato scientifico composto da Gianfranco Brunelli, (direttore della rivista Regno), Fernando Mazzocca (docente alla Statale di Milano, massimo esperto dell’arte italiana del ‘900) e Aldo Grasso (docente alla Cattolica di Milano e firma del Corriere della Sera). La Banca apre un nuovo polo museale a Milano, ne amplia due già esistenti, a Vincenza e a Napoli, ne progetta uno a Torino. Per un tatole di mille opere d’arte di proprietà dell’istituto esposte al pubblico.

Il nuovo spazio espositivo del capoluogo lombardo, “Gallerie di Piazza della Scala”, è composto dal settecentesco Palazzo Anguissola, opera di Carlo Felice Soave, dall’ottocentesco Palazzo Canonica, dal nome dell’omonimo architetto, da Palazzo Brentani e Palazzo Beltrami. Un complesso unico nel suo genere in cui verranno allestiti due musei: uno sull’Ottocento, che verrà inaugurato nell’autunno prossimo, e uno dedicato all’Ottocento, la cui apertura è prevista entro il 2012. Verranno poi apmliate le collezioni delle Gallerie di Palazzo Leoni Montanari a Vicenza e di quelle di Palazzo Zevallos Stigliano a Napoli.