Soros chiude l’hedge fund

di Barbara Weisz

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Il finanziere più famoso del mondo restituisce i soldi ai clienti privati e decide di occuparsi solo del patrimonio di famiglia: 24,5 miliardi di dlr.

George Soros nel mondo della finanza è una leggenda vivente. Insieme a Warren Buffett è probabilmente l’investitore più famoso d’America e del mondo. E ha appena deciso che d’ora in poi si dedicherà solo alla gestione del patrimonio di famiglia. La notizia è arrivata ieri: il finanziariere chiude il suo hedge fund, trasformandolo in un “family office”. Restituisce i soldi ai clienti privati, una cifra intorno al miliardo di dollari.
Non resterà senza nulla da fare, visto che quelli degli investitori esterni sono solo una minima parte degli asset che il Soros Fund Management gestisce: gli restano circa 24,5 miliardi, che gestirà appunto attraverso un “family office”.

La motivazione della scelta è rappresentata dai nuovi obblighi previsti dalla “Dodd-Frank”, la riforma con cui l’amministrazione Obama ha risposto alla crisi finanziaria del 2007-2008 e che impone nuovi obblighi agli hedge fund. Secondo la legge, i fondi con più di 150 milioni di dollari dal prossimo mese di marzo avranno una serie di obblighi informativi nei confronti della Sec (la Consob americana). Occupandosi solo degli asset di famiglia, invece, il finanziere potrà evitare questa norma.

Keith Anderson, il chief investment officer del fondo, ha annunciato che si dimetterà. In realtà a Wall Street, come sempre succede in questi casi, circolano diverse interpretazioni di questo abbandono illustre. Innanzitutto Soros, pur essendo nettamente più giovani del gran rivale Warren Buffet ormai ha 81 anni. Ma soprattutto negli ultimi anni i rendimenti del suo fondo sono stati deludenti.

Intendiamoci, i clienti di Soros non possono lamentarsi. In 40 anni di vita, il Quantum Fund ha assicurato rendimenti medi del 20% all’anno.
Soros è un simbolo della finanza a stelle e strisce. E’ uno dei pochi che avevano previsto la crisi del 2007-2008. Contrariamanete a Buffet, un investitore prudente e attento ai fondamentali e al lungo periodo, lui ha fama di grande speculatore. I suoi colpi più famosi, sul mercato valutario negli anni ’90. Ha quasi messo in ginocchio, da solo, la Banca d’Inghilterra, e anche la Banca d’Italia, speculando contro la sterlina e contro la lira, facendo uscire entrambe le monete dallo Sme, il sistema monetario europeo. 

Èanche uno degli uomini più ricchi del mondo: il 14esimo negli Usa e il 35esimo nel pianetam secondo la classifica di Forbes, che gli attribuisce una fortuna di 14,2 miliardi di dollari.

E da anni si dedica, oltre che alla finanza, alla filantropia, attraverso l‘Open Society Institute, con filiali in 60 nazioni e donazioni da 600 milioni all’anno.

La sua attività filantropica è molto politica. Ha finanziato molti movimenti democratici dell’Europa dell’est, (lui è nato in Ungheria), ma anche in Asia e nel resto del pianeta. Negli Usa, è conosciuto come un democratico di ferro. Ha preso posizioni nettissime contro George W. Bush, nel 2004 ha speso oltre 27 milioni di dollari per finanziare i suoi avversari e cercare di impedirne l’elezione. E’ stato fra i principali sostenitori della candidatura di Barack Obama, di cui però ha ampiamente criticato la riforma della finanza.

Autore di colpi leggendari, ha anche preso qualche cantonata. La più famosa, con la bolla di Internet di inizio millennio, da cui venne travolto anche lui.

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