Eni: fondo Knight spinge sulla separazione da Snam

di Floriana Giambarresi

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Il gruppo Knight Vinke spinge su un'ottimale separazione di Eni da Snam: ecco quanto comunicato da Eric Knight a Roma.

Knight Vinke è soddisfatto della decisione del governo italiano e dei vertici di Eni di procedere sulla strada della separazione di Snam dal capogruppo. È quanto ha affermato Eric Knight nel corso di un intervento rilasciato in occasione dell’assemblea del gruppo petrolifero, che sta avendo luogo in quel di Roma.

Queste le parole riportate dal vertice del fondo Knight Vinke: “Mi sia permesso indirizzare alcune parole al governo italiano, che è il principale azionista dell’Eni: la prevista separazione della Snam dall’Eni ha ormai assunto per i mercati un forte valore simbolico che va oltre le realtà economiche della transazione stessa. Le modalità con le quali sarà realizzata tale separazione verranno considerate dalla comunità finanziaria internazionale come una sorta di barometro economico della propensione italiana ad accettare gli aspetti positivi della libertà di concorrenza”.

Il fondo Knight spinge dunque per la separazione di Eni da Snam, dato che è stato riportato come qualsiasi ritardo sulla separazione comporterebbe serie conseguenze e rischierebbe di far sparire parte di quella fiducia che è stata riconquistata con estrema fatica dall’Italia di Mario Monti. Chiaro pertanto l’appello di Eric Knight, che si rivolge al Governo sottolinendo che, nella definizione dell’operazione, deve seguire “criteri di mercato“.

La cessione di Snam e Galp, il cui valore di mercato supera i 10 miliardi di euro, fornirà a Eni quei mezzi necessari a sviluppare e ottimizzare le nuove risorse recentemente aggiunte al proprio portafoglio. “Ciò consentirà al contempo al mercato di vedere più chiaramente i meriti di Eni, permettendogli di apprezzare la rapida crescita del suo upstream business e, in conseguenza, attribuire un più giusto valore alle azioni della società”, ha concluso Eric Knight.

Secondo l’Ad Paolo Scaroni, l’operazione di cui si parla deve avvenire innanzitutto nell’interesse degli azionisti di Eni, che devono uscire tutelati dalla dismissione, e in secondo luogo deve anche proteggere gli interessi degli azionisti di Snam. Knight, ricordando che il governo Monti è formato da tecnici “che ben sanno queste cose”, si è dichiarato “ottimista, speranzoso che essi ne terranno conto e che la comunità finanziaria internazionale non resterà delusa”.

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