Finmeccanica: in arrivo soci stranieri?

di Andrea Barbieri Carones

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Finmeccanica potrebbe vendere Ansaldo Breda, Ansaldo Energia e Ansaldo Sts a stranieri; ma il sottosegretario De Vincenti pone delle condizioni.

Finmeccanica potrebbe presto vendere alcune sue controllate ad aziende straniere. A dirlo è stato il sottosegretario allo Sviluppo Economico, quel Claudio De Vincenti che sta seguendo da vicino anche la vicenda dell’Alcoa di Portovesme e che ha fatto trapelare che le società del settore trasporti ed energia possano passare in mani straniere, a iniziare da Ansaldo Energia per la quale c’è un forte interesse da parte di Siemens.

Il sottosegretario, rispondendo a una interrogazione del Senato fatta da un gruppo di parlamentari contrari alla cessione di parte delle attività per concentrarsi nel settore aerospazio e difesa, ha sottolineato un punto molto importante: “L’esecutivo darà il via libera a operazioni di questo tipo solo se l’azienda acquirente garantirà 2 cose: il mantenimento della produzione in Italia e la conferma del livello occupazionale“. Il governo, tramite il Tesoro, detiene la maggioranza delle quote. E Finmeccanica, a sua volta, possiede il 55% di Ansaldo Energia. Ma sul tavolo ci sono anche le cessioni di Ansaldo Breda e Ansaldo Sts, per ridurre il debito.

Senza queeste condizioni, il Paese perderebbe un importante asset industriale che dà lavoro a migliaia di persone e che genera utili. “Qualora si proponesse un quadro diverso da quanto ho appena annunciato, ricorrerò all’utilizzo dei poteri speciali che la legge ci fornisce per bloccare ogni transazione”.

Una parte delle forze politiche italiane, temendo un’invasione straniera, caldeggia che le azioni delle aziende che potrebbero essere cedute vengano acquistate con l’intervento della Cassa Depositi e Prestiti e del Fondo Strategico Italiano.

Per Breda, che in 7 anni ha perso 1,5 miliardi di euro, sarebbero arrivate offerte dalla giapponese Hitachi che, secondo alcuni, punterebbe solo a entrare in possesso delle azioni per aumentare le proprie quote di mercato ai danni della società concorrente. Secondo il sottosegretario De Vincenti, prima di mettere sul mercato Ansaldo Breda o cercare un partner industriale occorre puntare almeno al pareggio che, secondo il piano industriale, dovrebbe arrivare nel 2014.