Telemarketing solo da numeri autorizzati: cosa cambia e da quando

di Teresa Barone

29 Aprile 2026 08:36

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Contrasto al telemarketing aggressivo, identificativo del chiamante autorizzato tramite numero breve a tre cifre: le nuove regole e i tempi di attuazione.

La prossima difesa contro call center aggressivi e frodi telefoniche diventa il numero sul display: con le nuove regole, potranno essere riconosciuti subito attraverso numeri brevi a tre cifre, sul modello già familiare dei servizi di assistenza clienti. In questo modo, se l’operatore di Telemarketing è autorizzato ad offrire promozioni e contratti, lo si potrà riconoscere ancora prima ancora di iniziare la conversazione commerciale. Vediamo in dettaglio cosa cambia e soprattutto da quando.

Numero breve per operatori autorizzati al telemarketing

L’Autorità Garante per le Comunicazioni ha emanato una nuova delibera che prevede l’uso di numeri brevi a tre cifre per rendere riconoscibili operatori, imprese, banche, pubbliche amministrazioni e call center che contattano gli utenti nel rispetto delle regole. Intervenendo sul Piano nazionale di numerazione, si rende più chiara l’identità di chi chiama, riducendo la confusione generata da telefonate commerciali aggressive, teleselling spinto e pratiche fraudolente.

Il meccanismo punta su una regola semplice per l’utente: quando la chiamata arriva da un soggetto regolare, il numero breve a tre cifre diventa un elemento immediato di riconoscimento.

Il nuovo impianto si affianca agli interventi già avviati contro lo spoofing telefonico e i numeri falsi, cioè le chiamate che mostrano un identificativo italiano pur partendo da origini diverse o sospette. Dopo i filtri sulle chiamate estere con numerazioni fisse e mobili italiane, il nuovo tassello riguarda la riconoscibilità del chiamante.

Numeri ordinari con sostituzione graduale

La presenza di un numero ordinario non trasforma automaticamente la telefonata in una frode, perché il sistema entrerà a regime attraverso misure graduali e un Tavolo tecnico dedicato.

L’Autorità, fa sapere la stessa AgCom,”ha adottato un approccio graduale, articolato su diversi orizzonti temporali, introducendo con la delibera approvata un primo insieme di misure immediatamente operative“.

Per chi riceve la chiamata, dunque, il numero sul display diventerà a breve il primo elemento da verificare prima di fornire dati, accettare offerte o proseguire una conversazione commerciale. Una chiamata commerciale che arriverà da numerazione ordinaria meriterà invece più attenzione, soprattutto se propone contratti, chiede conferme vocali, sollecita dati personali o spinge a decisioni immediate.

Chi userà i numeri a tre cifre nelle chiamate

I numeri brevi chiamanti potranno essere utilizzati da operatori di settore, imprese e call center che operano legalmente. La logica è simile a quella già conosciuta per molti servizi di assistenza clienti, dove il numero breve consente di associare più facilmente la chiamata a un soggetto identificabile.

La nuova delibera amplia anche l’uso delle numerazioni prive di oneri per chi chiama, comprese quelle destinate a servizi di emergenza, pubblica utilità, servizi armonizzati europei a valenza sociale, customer care, servizi con addebito al chiamato, SMS, MMS e trasmissione dati. Il nuovo impianto interessa quindi un insieme ampio di comunicazioni, con una ricaduta diretta anche su banche, imprese, pubblica amministrazione e servizi di assistenza.

Offerte luce e gas nel mirino AgCom

L’Autorità AgCom richiama espressamente il teleselling energetico, settore in cui le chiamate commerciali hanno generato molte contestazioni. La novità serve proprio a difendersi dai potenziali raggiri che si possono celare dietro alle chiamate commerciali per luce e gas, uno degli ambiti più esposti a contratti non richiesti, pressioni commerciali e contatti poco trasparenti. I numeri brevi non sostituiscono questi divieti, ma aggiungono uno strumento di riconoscimento a monte della conversazione.

Tavolo tecnico sulle nuove regole di Telemarketing

La delibera AgCom n. 21/26/CIR introduce un primo insieme di misure e apre una fase tecnica dedicata alle modalità di applicazione. Il Tavolo dovrà approfondire anche la disciplina delle numerazioni da destinare esclusivamente ai servizi di teleselling e telemarketing, cioè le attività più esposte a fenomeni abusivi.

Per le imprese regolari il tema è anche reputazionale: essere riconoscibili al momento della chiamata riduce il rischio di essere confusi con operatori scorretti. Per gli utenti, invece, la nuova numerazione può trasformare il display del telefono in un filtro immediato, soprattutto quando il contatto riguarda contratti, forniture, servizi bancari, utenze o richieste di dati personali.

Registro Opposizioni e reclami per difendersi

I numeri brevi si aggiungono agli strumenti già disponibili contro il telemarketing indesiderato. L’iscrizione al Registro Pubblico delle Opposizioni resta il canale principale per manifestare la volontà di non ricevere chiamate commerciali, mentre le segnalazioni al Garante Privacy e AgCom restano rilevanti quando il contatto viola consenso, trasparenza o correttezza del trattamento dei dati.

In caso di chiamata sospetta, la condotta più prudente resta interrompere la conversazione, evitare conferme vocali su dati personali o contrattuali e verificare il contatto attraverso i canali ufficiali dell’impresa o dell’ente che dichiara di chiamare.