Nel mercato della pubblicità c’è calma piatta

di Fabrizio Scatena

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pubbIl mercato pubblicitario è stazionario. Secondo la rivelazione effettuata da Nielsen se nel 2014 la raccolta pubblicitaria totale era stata di 6.304 miliardi di euro, il 2015 ha registrato un lieve decremento (-0,5%) con 6.271 miliardi. 

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Se osserviamo l’andamento dei i vari mezzi questa è la fotografia:

  • TV: + 0,7%
  • Radio: + 8,8%
  • Internet: + 8,5%
  • Altri mezzi: + 8,6%
  • Stampa: -5,7%
  • Direct mail: -8,3%

Molto bene la radio e Internet, mentre la televisione sia mantiene in equilibrio. Invece appare oramai consolidato il trend in decrescita della carta stampata, insieme al Direct mail. Rispetto alle quote di mercato primeggiano la TV e il Digitale, su un totale di 7,9 miliardi di euro raccolti (compreso circa 1 miliardo di euro raccolto da Google):

  • TV: 46,1%
  • Media digitali: 26,5%
  • Stampa: 15,6%
  • Radio: 4,7%
  • Direct mail: 4,0%
  • Altri mezzi: 3,0%

Ma uno dei maggiori problemi delle ultime rilevazioni riscontrato da Nielsen, è stata la mancanza di precise informazioni rilasciate da Google rispetto ai suoi introiti pubblicitari. Il gigante di Montain view è sempre più restio a comunicare queste informazioni, che andrebbero a vantaggio della concorrenza. Invece molti giornalisti o esperti del settore, sostengono che Google non rilasci informazioni sul suo giro d’affari, per le oramai note questioni fiscali.  Per quanto riguarda i settori merceologici anche in questo caso si registrano andamenti differenziati: in crescita alimentari (+6,5%), farmaceutici (+8,6%), servizi professionali (+7,9%), bevande/alcolici (+9,3%), mentre in calo finanza/assicurazioni (-8,7%) e Telecomunicazioni (-7,7%). Come potete vedere tutto è ancora in “equilibrio”: una situazione incerta che potrebbe innescare un trend al rialzo, oppure al ribasso.