Basilea 3: pronta la proposta italiana per le Pmi

di Noemi Ricci

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Sarà presentata nei prossimi giorni alla Commissione Europea la proposta salva-Pmi in relazione a Basilea 3: il "Pmi supporting factor".

Per non penalizzare le Pmi nell’accesso al credito, a seguito della imminente entrata in vigore di Basilea 3 e dei suoi più severi criteri di erogazione dei finanziamenti, è pronta per essere consegnata alla UE la proposta di adeguamento del testo con dei correttivi volti a salvaguardare le aziende di dimensioni medio-piccole.

Abi, Confindustria, Rete Imprese Italia e l’alleanza per le cooperative presenteranno a breve la proposta italiana al Commissario Europeo al mercato interno, Michel Barnier.

Focus sull’innalzamento del requisito patrimoniale minimo degli istituti di credito (portato dall’8 al 10,5%), legato a doppio filo con un aumento del costo medio dei finanziamenti alle imprese e a una probabile stretta sui prestiti: la proposta è di introdurre un fattore moltiplicativo da applicare nel calcolo delle rwa delle banche, il “Pmi supporting factor“.

L’eventuale modifica interesserebbe l’intera Europa. Un’accortezza «facilmente integrabile nelle regole» perché non va a danneggiare le imprese di dimensioni maggiori e non implica alcun passo indietro verso Basilea2, visto che viene confermata la migliore qualità del capitale bancario.

Nonostante questo la Banca d’Italia non si è dimostrata troppo entusiasta. Il direttore centrale responsabile della Vigilanza, Stefano Mieli, si è dimostrato cauto, anche se aperto al confronto.

Per Mieli l’inasprimento delle regole si concentra in particolar modo sulle banche impegnate nella finanza innovativa e nei derivati in più il loro impatto quantitativo, secondo le valutazioni effettuate, comporteranno notevoli benefici, ben superiori ai costi di adeguamento del capitale.

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