Scudo fiscale: coperte anche le aziende

di Noemi Ricci

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Agenzia delle Entrate: lo Scudo fiscale coprirà anche le società di capitali e le dichiarazioni rese non saranno in alcun caso utilizzate per gli accertamenti

Lo Scudo fiscale non riguarda solo gli imprenditori ma anche le società di capitali cui fanno capo amministratori, azionisti di maggioranza o di riferimento che ne usufruiranno. Basta che di fatto ne ricoprano un ruolo di controllo effettivo (dominus). Lo dovrebbe chiarire la circolare odierna dell’Agenzia delle Entrate, attesa per oggi o al massimo lunedì.

Tale applicazione permetterà agli imprenditori “più timorosi” di non coinvolgere in indagini le proprie aziende, per le quali vale di fatto la sanatoria per evasione e falso in bilancio perpetrata dai singoli dirigenti.

Le operazioni di rimpatrio o regolarizzazione effettuate da una persona fisica, dominus di una società di capitali, non saranno utilizzate per avviare accertamenti fiscali, nè essere utlizzate come prova in indagini e controlli già avviati per differenti cause, nei confronti della stessa società.

Va però sottolineato che questa estensione di fatto ai soggetti indirettamente riconducibili, ovvero le società del dominus, è valida esclusivamente ai fini tributari.

Saranno messi al riparo da eventuali accertamenti anche i soggetti interposti, attraverso i quali il contribuente ha custodito all’estero le somme o i beni da rimpatriare o regolarizzare.

Infine, riguardo alla scadenza del 15 dicembre, ritenuta troppo ravvicinata dai professionisti, il direttore dell’Agenzia delle Entrate Attilio Befera ha sottolineato che quella è la data entro cui l’importo del 5% delle somme da rimpatriare o del valore dei beni da regolarizzare dovrà essere versato per aderire alla sanatoria: gli altri atti amministrativi possono invece essere compiuti anche successivamente.

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