Editoria online: privacy su archivi web e stop ai motori di ricerca

di Redazione PMI.it

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Dal Garante per la protezione dei dati personali, le modalità tecniche che gli editori online dovranno adottare per "proteggere" gli archivi web dai motori di ricerca

Nuove misure a tutela dei dati personali degli utenti web: il Garante Privacy rende note le linee guida per editori online.

L’obiettivo è impedire ai motori di ricerca di estrarre in automatico dati personali degli utenti, anche e soprattutto quelli parziali, contenuti negli archivi di giornali Internet e dei portali di informazione, in quanto tale sistema può lederne la riservatezza.

In pratica, gli editori dovranno procurarsi di realizzare una versione di ogni contenuto pubblicato online che contenga dati riservati, anche in versione priva di dati personali qualora si ritenga che i motori di ricerca siano in grado di estrarli, diffondendo liberamente in Rete dati riservati

Allo stesso tempo, il Garante prevede che le notizie in questione siano rintracciabili solo attraverso il motore di ricerca interno al giornale online e che, più in generale, le pagine web siano fruibili con modalità di presentazione al pubblico.

Tutto nasce da una serie di ricorsi presentati da singoli utenti, i cui nomi comparivano come risultati di banali ricerche online le quali attingevano agli archivi storici resi pubblici online dall’editore citato in causa.

Il punto cruciale è la vediricità delle notizie riportate: a distanza di anni, infatti, risultavano in Rete informazioni rivelatesi inesatte nel corso del tempo oppure semplicemente non più aggiornate e quindi, in un certo senso, mendaci e fuorvianti.

Secondo l’Autorità Garante, non è giusto cancellare o modificare i dati in questione dagli archivio online dei giornali, ma è doveroso provvedere a tutelare l’attuale identità degli utenti citati.

Da qui, l’emanazione delle linee guida di cui sopra: all’interno delle funzioni di ricerca interne ai siti stessi news e articoli con informazioni “datate” saranno accessibili integralmente e fedelmente, ma sui motori di ricerca pubblici tali informazioni dovranno essere in un certo senso “blindate”.

Da un lato diritto di cronaca e integrità della memoria storica, dall’altro diritto di privacy e integrità dell propria identità.

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