Linee guida Ue: sì ai filtri web no alla censura

di Noemi Ricci

scritto il

Il Consiglio Europeo ha stilato una serie di raccomandazioni invitando gli Stati membri ad adottare politiche e standard condivisi su filtri Internet che non degenerino in censura

Il Consiglio Europeo ha invitato – con una serie di raccomandazioni ad hoc
– tutti gli Stati membri ad adottare politiche e standard condivisi riguardo ai filtri Internet, tali che promuovano il pieno diritto, attivo e passivo, alla libertà di esprimersi e di informare senza ledere alle comuni attività di “scambio” di informazioni in rete, comprese quelle di tipo commerciale.

I Paesi membri dovranno quindi impegnarsi a raggiungere un complesso equilibrio tra sicurezza e libertà di esprimersi, informarsi e informare.

Anche le imprese dovranno implementare i filtri pensando agli utenti cui si rivolgono, applicando perciò una politica di restrizioni opportuna e proporzionata.

Inoltre, i filtri così impiegati dovranno essere trasparenti e reversibili: le aziende dovranno cioè segnalare l’operatività dei prodotti utilizzati e poter rimediare ad eventuali errori nel ritenere nocivi contenuti invece pienamente legittimi.
La pratica di filtraggio, non dovrebbe quindi diventare un’opera di censura, e ogni Stato membro dovrà assicurarsene.

Infine, il Consiglio d’Europa ha ricordato ai Paesi Ue di prestare particolare attenzione riguardo al tema dei filtri gestiti a livello statale e imposti ai provider: i filtri di Stato dovrebbero essere utilizzati solo nel caso estremo in cui i contenuti filtrati minaccino la stabilità della nazione o la sicurezza dei cittadini, ne insidino i valori o ne mettano a rischio sicurezza e reputazione, oltre che in caso di atti criminali, naturalmente.

I Video di PMI

ISEE, i modelli caso per caso