Decreto Banche per imprese e risparmiatori

di Barbara Weisz

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Approvata definitivamente legge di conversione decreto sistema bancario - risparmiatori, nuove forme di prestito imprese e rimborso obbligazionisti delle quattro banche salvate.

Prestiti imprese

Pegno mobiliare non possessorio, nuove tipologie di mutui alle imprese, salva-risparmiatori per gli obbligazionisti delle quattro banche salvate a fine 2015 (rimborsati all’80% entro determinati requisiti): sono le misure principali contenute nel decreto sul sistema bancariorisparmiatori definitivamente approvato dalla Camera, terminando la conversione in legge. Il provvedimento, come già avvenuto al Senato, è passato con voto di fiducia, con 287 sì, 173 no e 3 astenuti.

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Le due misure di principale interesse per le imprese sono relative alle nuove possibilità di finanziamenti e prestiti. Il pegno mobiliare non possessorio permette di chiedere un prestito garantito da un pegno sugli immobili destinati all’esercizio di impresa. Anche dopo la conversione in legge del decreto, però, questa forma di finanziamento non è operativa, bisogna attendere decreti attuativi. La norma, comunque, istituisce un finanziamento ottenibile dando a garanzia i beni d’impresa, che però restano di proprietà dell’azienda.

Altra nuova possibilità di prestito per le PMI è costituita dal finanziamento “garantito da trasferimento di bene immobile sospensivamente condizionato”. Anche in questo caso, l’immobile resta di proprietà dell’imprenditore ma, in caso di inadempienza (sei mesi di almeno tre rate scadute), la banca entra in possesso dell’immobile (senza dover intraprendere nuove procedure).

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Per gli obbligazionisti che avevano acquistato i titoli subordinati delle quattro banche salvate dal default (Banca Etruria, Banca Marche, CariChieti, CariFe), la misura fondamentale è il salva-risparmiatori, che prevede il rimborso automatico dell’80% della somma investita, condizionato ai seguenti requisiti: patrimonio mobiliare sotto i 100mila euro, oppure reddito IRPEF 2014 fino a 35mila euro.

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Fra le novità, rispetto alla versione originaria, salgono da quattro a sei i mesi di tempo che gli obbligazionisti hanno per presentare istanza di rimborso. I risparmiatori devono presentare domanda di rimborso al Fondo di solidarietà, istituito per la restituzione degli investimenti degli obbligazionisti, allegando la documentazione richiesta.