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Ddl Semplificazioni: imprenditori e professionisti a rischio privacy

di Barbara Weisz

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Garante Privacy contro il Ddl Semplificazioni che toglie protezione ai dati personali di imprenditori e professionisti scambiandone i diritti per burocrazia, in contrasto con le norme UE.

E’ una presa di posizione severa quella del Garante Privacy contro la norma inserita nel Ddl Semplificazioni approvato dal governo: qualsiasi imprenditore, anche individuale, viene considerato persona giuridica ai fini privacy e quindi perde le tutele previste per le persone fisiche.

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«Con ostinazione degna di miglior causa», ha dichiara Antonello Soro, presidente dell’Autorità Garante della Privacy, si introduce una «pesante modifica del codice di protezione dei dati personali»: «oltre sei milioni di imprenditori potrebbero perdere il diritto alla tutela della loro privacy senza alcuno sgravio di tutti gli obblighi e adempimenti nei confronti delle persone con cui hanno rapporti» (clienti, consumatori, dipendenti e via dicendo).

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Perdita tutele

L’equiparazione dell’imprenditore alla persona giuridica, secondo quanto si evince dal comunicato del governo («qualsiasi imprenditore, anche individuale», si legge) comprende liberi professionisti e artigiani (come l’elettricista, l’idraulico). Imprenditori e lavoratori autonomi che da una parte sono tenuti a tutti gli obblighi di legge sulla privacy nei confronti dei soggetti con cui intrattengono rapporti professionali, dall’altra perdono una serie di protezioni.

«Viene ipotizzato – sottolinea Soro – un improbabile sdoppiamento della persona di imprenditore a seconda della funzione svolta nel corso della giornata: artigiano, padre di famiglia, marito, mutuatario, inquilino, consumatore, ecc. Saremo costretti a respingere la richiesta di intervento di tutti gli imprenditori, grandi e soprattutto piccoli, che chiedono regolarmente protezione al Garante».

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Fra l’altro, se da una parte il comunicato del Governo sottolinea che «la norma sulla privacy assume particolare importanza», e mette l’Italia «al pari di quanto avviene in altri Paesi UE», il Garante ritiene invece che la proposta dell’Esecutivo sia «palesemente in contrasto con l’ordinamento comunitario, con la Carta di Nizza, con il Trattato di Lisbona» e rappresenti «un vero scivolone per un Governo a forte vocazione europeista».

Conclusione di una nota ufficiale particolarmente dura: «è davvero incredibile che nel nome della semplificazione si pensi di sopprimere la tutela di un diritto fondamentale a sei milioni di Italiani. Scambiando i diritti per burocrazia. Auspichiamo che il Parlamento sappia fare giustizia».

Ricordiamo due cose: il testo ufficiale del Ddl non è ancora noto, il Governo ha approvato il provvedimento nel corso del Cdm del 19 giugno e ha poi diramato un comunicato in cui sintetizza le principali misure. Sarà utile consultare il testo della norma per capire esattamente come è formulata e valutarne l’effettiva portata. Il provvedimento è un disegno di legge, che quindi deve ancora andare in parlamento per l’approvazione prima di avere efficacia: si può prevedere che nel corso dell’iter alle Camere il punto sollevato dal Garante sarà oggetto di discussione.