Riforma Camere di Commercio: le misure

di Barbara Weisz

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Accorpamento sedi, riduzione costi camerali, esuberi con piani di ricollocamento: Riforma delle Camere di Commercio approvata in via definitiva.

Si riduce il numero delle Camere di Commercio e il costo degli adempimenti per le imprese, con esuberi di organico da risolvere tramite ricollocazione in enti pubblici: è quanto approvato nel corso di uno degli ultimi CdM del Governo Renzi (24 novembre), in applicazione della Riforma della Pubblica Amministrazione. Si tratta di un disegno di legge applicativo di una legge delega (124/2015), con esame definitivo ed entrata in vigore con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

=> Camere di Commercio in Italia

La parte della norma relativa al piano di razionalizzazione prevede che il numero complessivo delle Camere di Commercio si riduca a non più di 60 (oggi sono 105), rispettando una serie di criteri: almeno una Camera di Commercio per Regione, accorpamento di quelle che non hanno almeno 75mila imprese iscritte. Vengono così attuate le linee direttive previste dalla legge delega, che prevede anche l’istituibilità di una camera di commercio in ogni provincia autonoma e città metropolitana e la possibilità di tenere le Camere di Commercio, anche superando i limiti sopra indicati, nelle province montane e nei comuni montani privi di adeguate infrastrutture.

Il processo di accorpamento già in corso ha coinvolto finora 15 enti (da cui ne sono nati 7).

camere di commercio

Sul fronte dei risparmi, il numero di consiglieri scende del 30%. Stabiliti la gratuità per gli incarichi degli organi diversi da revisori, l’accorpamento di tutte le aziende speciali che svolgono compiti simili. Altre novità: limitazione del numero delle Unioni regionali e nuova disciplina delle partecipazioni in portafoglio.Prevista la rideterminazione dell’organico del personale dipendente eventualmente con ricorso a processi di mobilità tra le diverse Camere di Commercio o la definizione di criteri di ricollocazione presso altre amministrazioni pubbliche.  Ci sono anche risparmi per le imprese, con il dimezzamento del diritto annuale. 

Ricordiamo che la legge delega prevede anche l’eliminazione di tutte le duplicazioni, ad esempio in materia di promozione del territorio, con altre amministrazione pubbliche, il riordino delle competenze relative alla tenuta del registro imprese, garantendo la continuità operativa del sistema informativo nazionale, la definizione di standard di qualità in relazione alle funzioni fondamentali delle Camere di Commercio.

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