Google potrebbe aver violato le regole sulla concorrenza utilizzando i contenuti pubblicati dagli editori online per addestrare l’Intelligenza Artificiale senza un compenso adeguato: questa la motivazione che si cela dietro l’indagine avviata dall’Antitrust UE contro il colosso informatico.
Come annunciato da Teresa Ribera, vicepresidente esecutiva della Commissione con delega all’Antitrust, l’indagine è volta a verificare se Google possa aver imposto termini e condizioni ingiuste a editori e creatori di contenuti, generando svantaggi per gli sviluppatori di modelli di IAe rivali. Questo violerebbe le norme UE sulla concorrenza.
Da parte di Google è arrivata la replica: il colosso del Web punta il dito contro la decisione della Commissione Europea, che rischierebbe di frenare l’innovazione in un mercato altamente competitivo.
Gli europei meritano di poter beneficiare delle tecnologie più avanzate e, per questo motivo, continueremo a lavorare a stretto contatto con il settore dell’informazione e quello creativo per accompagnarli nella transizione verso l’era dell’intelligenza artificiale.
Per la Commissione europea è già la seconda indagine avviata in materia di concorrenza nell’arco di una settimana, dopo l’accusa mossa nei confronti di Meta per abuso della posizione dominante in relazione all’integrazione esclusiva di Meta AI su WhatsApp.