Ad aprile compio 61 anni con 37 anni di contributi e non ho figli: posso andare in pensione con Opzione Donna?
Non ha diritto all’Opzione Donna perché non c’è la proroga nella Legge di Bilancio 2026 e lo strumento è utilizzabile soltanto dalle lavoratrici che avevano 61 anni di età e 35 anni di contributi maturati entro fine 2024 (con il requisito di età si abbassa di un anno per ogni figlio, fino a un massimo di due anni, quindi una lavoratrice con due o più figli può ritirarsi a 59 anni).
La possibilità di accedere a Opzione Donna nel 2026 si inserisce nel quadro più ampio delle misure pensionistiche confermate o utilizzabili solo in presenza di requisiti già maturati. Per una visione complessiva delle pensioni previste nel 2026, che distingue tra regole ordinarie e formule di flessibilità in uscita, è disponibile la pagina di riferimento su PMI.it: pensioni 2026: tutte le opzioni ordinarie e anticipate.
Bisognava anche rientrare in una delle tre categorie di aventi diritto: dipendenti in esubero di aziende con tavoli di crisi aperti al Ministero, caregiver familiari da almeno sei mesi, disabili almeno al 74%. Le dettaglio meglio i requisiti per ognuna di queste tre categorie:
- Caregiver – assistono da almeno sei mesi il coniuge o la parte dell’unione civile o un parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità, o un parente o un affine di secondo grado convivente qualora i genitori, il coniuge o l’unito civilmente della persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto i 70 anni di età oppure siano anch’essi affetti da patologie invalidanti oppure siano deceduti o mancanti;
- Disabili – la riduzione della capacità lavorativa pari almeno al 74% deve essere accertata dalle commissioni per il riconoscimento dell’invalidità civile;
- Esuberi di aziende con tavoli di crisi – lavoratrici dipendenti o licenziate da imprese per le quali è attivo un tavolo di confronto per la gestione della crisi aziendale presso la struttura per la crisi d’impresa di cui all’articolo 1, comma 852, della legge 27 dicembre 2006, n. 296. Il tavolo di confronto deve essere attivo alla data del 1° gennaio 2023 ovvero deve essere stato attivato in data successiva.
L’Opzione Donna è infine molto poco conveniente, comporta un ricalcolo interamente contributivo della pensione e prevede una finestra mobile di 12 mesi per le dipendenti e di 18 mesi per le autonome prima di poter ricevere il primo assegno. Significa che deve trascorrere questo lasso di tempo fra il momento in cui si matura il diritto e quello in cui inizia effettivamente a essere versata la pensione.
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