Appalti: critiche ai nuovi obblighi contrattuali

di Redazione PMI.it

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Incostituzionale e antisindacale l'obbligo per il subappaltatore di applicare lo stesso contratto dell'appaltatore, come previsto dal DL Semplificazioni.

No all’obbligo di applicare il contratto collettivo del contraente principale alle imprese subappaltatrici, dovrebbe essere sufficiente rispettare le norme contrattuali. E’ la posizione delle confederazioni dell’artigianato, che criticano alcuni obblighi in materia di appalti previsti dal Decreto Semplificazioni, definendo inaccettabile la norma che impone lo stesso contratto dell’appaltatore principale. Confartigianato, CNA (confederazione nazionale agricoltori), e Casartigiani ritengono che si tratti di una violazione della libertà sindacale e di una norma che non rispetta le peculiarità settoriali. Queste ultime, nel comparto dell’artigianato, sono assicurate dalla sottoscrizione di specifici CCNL con le Confederazioni sindacali maggiormente rappresentative a livello nazionale.

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Il Decreto Semplificazioni (articolo 49 dl 77/2021) introduce una modifica al Codice Appalti (dlgs 50/2016), correggendo il comma 14 dell’articolo 105. Il nuovo testo prevede che il subappaltatore, per le prestazioni affidate in subappalto, debba «garantire gli stessi standard qualitativi e prestazionali previsti nel contratto di appalto e riconoscere ai lavoratori un trattamento economico e normativo non inferiore a quello che avrebbe garantito il contraente principale, inclusa l’applicazione dei medesimi contratti collettivi nazionali di lavoro». E’ quest’ultimo obbligo che le associazioni imprenditoriali non condividono:

la modifica introdotta dal Decreto Semplificazioni al Codice dei contratti pubblici, così come formulata nel testo varato dal Governo, comprime le libertà costituzionali e viola il principio dell’autonomia contrattuale.

La richiesta, alla politica e alle istituzioni a partire dal Parlamento, è quella di correggere la norma. «Corrispondere ai lavoratori impiegati nel subappalto il trattamento economico e normativo stabilito dai contratti collettivi di settore stipulati dalle parti sociali comparativamente più rappresentative a livello nazionale è, per eccellenza, l’elemento di garanzia di cui si è dotato il nostro ordinamento per riconoscere le sacrosante tutele dei lavoratori», rilevano. In pratica, Confartigianato, CNA e Casartigiani condividono l’obbligo di applicare i contratti nazionali di lavoro per i subappaltatori ma chiedono che non sia necessario applicare il medesimo contratto dell’appaltatore.