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Condono e pace fiscale: emendamenti al Decreto

di Barbara Weisz

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Pace fiscale per IMU, TASI e avvisi bonari, sanzione mini su irregolarità formali, tassa sul money transfer, stretta IVA su e-commerce ed RC auto: ecco gli emendamenti proposti al Decreto fiscale collegato alla manovra 2019.

Pioggia di emendamenti in commissione Finanze del Senato sul decreto collegato alla Legge di Bilancio che contiene la pace fiscale: (non ci sono ancora gli annunciati correttivi del Governo, ad esempio sul saldo e stralcio delle cartelle in base all’ISEE, che saranno presentati in un secondo momento. Sono intanto molte le proposte presentate dalle forze di maggioranza, alcune congiuntamente altre solo da Lega o da Movimento 5 Stelle.

Proposta emendamenti pace fiscale

  • Sanatoria irregolarità formali (ossia, quelle che non hanno determinato un minor versamento di imposte) pagando 150 euro per ogni periodo d’imposta, da versare il 31 maggio e il 30 novembre 2019 (non solo tasse ma anche adempimenti IVA, fatturazione e contributi previdenziali).
  • Rottamazione ter anche per imposte comunali, come IMUTASI: sarebbero le singole amministrazioni a decidere se applicare o meno il provvedimento che consentirebbe di pagare solo l’imposta originariamente dovuta, senza sanzioni e interessi.
  • Estensione avvisi bonari della pace fiscale relativa ai processi verbali di constatazione, mettendosi in regola attraverso una dichiarazione integrativa con versamento delle sole imposte, senza sanzioni e interessi, con eventuale rateazione su cinque anni (rate trimestrali) oppure in un’unica soluzione.

Ci sono anche proposte fiscali restrittive, ad esempio quella di istituire un’imposta sui trasferimenti di denaro all’estero (le operazioni gestite dai money transfer), pari all’1,5% per ogni singola operazione superiore ai 10 euro. Oppure la multa più salata per chi non paga la RC auto: un meccanismo in base al quale le piattaforme di e-commerce fanno da sostituto d’imposta sull’IVA, per evitare fenomeni di elusione sull’imposta sul valore aggiunto. Sempre in materia  IVA, estensione del reverse charge al 2022: l’acquirente paga l’imposta senza versare l’IVA a chi fattura attualmente fino a fine 2018, ma c’è l’autorizzazione UE ad utilizzarlo appunto per altri quattro anni.