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Pensione anticipata: ecco gli assegni penalizzati

di Barbara Weisz

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Per eliminare il taglio dell'1 o 2% a chi è andato in pensione anticipata fra il 2012 e la fine del 2014 bisogna trovare nuove coperture finanziarie: Poletti in commissione alla Camera.

Per decidere, eventualmente, un nuovo intervento reatroattivo sui requisiti di accesso alla pensione anticipata che elimini le penalizzazioni previste per chi ha maturato il diritto all’assegno previdenziale prima del 2015, è necessario un intervento normativo del Parlamento che individui specifiche coperture finanziarie: lo ha dichiarato il ministro del Lavoro Giuliano Poletti rispondendo a un’interrogazione in Commissione Lavoro alla Camera.

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Pensioni anticipate penalizzate

La questione riguarda coloro che sono andati in pensione anticipata dal 2012 al 2014, ovvero dopo la Riforma Fornero, che ha ridotto l’assegno di coloro che si sono ritirati prima dei 62 anni, e prima della legge 190/2014, che ha eliminato la penalizzazione per i trattamenti decorrenti dopo il primo gennaio 2015 dei lavoratori che maturano i requisiti entro la fine del 2017. In pratica, l’effetto combinato di queste due leggi crea una sperequazione per cui coloro che sono andati in pensione anticipata nel triennio 2012-2014 hanno un trattamento più basso sia di coloro che si sono ritirati fino al 2012 sia di coloro che invece vanno in pensione anticiata a partire dal 2015.

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Copertura finanziaria

Il ministro spiega che l’articolo 1 comma 113 della legge 190/2014 ha tolto questa riduzione dell’assegno ai soli trattamenti decorrenti dal 2015 «per ragioni di compatibilità finanziaria», perché se l’intervento «avesse avuto effetti retroattivi, gli oneri finanziari sarebbero stati notevolmente più elevati». Quindi, nel caso in cui si decidesse un intervento per estendere retroattivamente l’efficacia della norma, o anche solo per sospendere le penalizzazioni per il triennio 2015-2017 nei riguardi di coloro che hanno avuto accesso al pensionamento anticipato entro il 31 dicembre 2014, «ne conseguirebbero maggiori oneri per la finanza pubblica in relazione ai quali dovrebbe essere reperita la necessaria copertura finanziaria».

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Requisiti pensione anticipata

Ricordiamo che la possibilità di andare in pensione anticipata prima dei 62 anni al momento è riconosciuta agli uomini con 42 anni e sei mesi di contributi e alle donne con 41 anni e sei mesi, fino al 31 dicembre 2015, e quattro mesi in più (quindi 42 anni e dieci mesi per gli uomini e 42 anni e 10 mesi per le donne), dal primo gennaio 2016. Per coloro che maturano questo requisiti dal primo gennio 2015 non c’è più la riduzione dell’1 o 2% dell’assegno stabilità dalla Riforma Fornero per la pensione anticipata, che invece continua ad essere applicata ai lavoratori andati in pensione anticipata fra il 2012 e il fine 2014. A partire dal 2018, sarà necessario avere 62 anni.

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