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DURC: proposte dei consulenti del lavoro per le aziende in regola

di Noemi Ricci

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La normativa DURC, strumento contro le irregolarità contributive, non contempla troppe casistiche e risulta contraddittorio, danneggiando le imprese oneste: i consulenti del lavoro chiedono alcune modifiche.

DURC: il Consiglio nazionale dell’Ordine dei consulenti del lavoro chiede di modificare alcune parti del D.M. 24/10/2007, il decreto ministeriale che ha introdotto il Documento Unico di Regolarità Contributiva. La richiesta, inviata al ministero del Lavoro, ha lo scopo di rendere il quadro normativo meno contraddittorio.

Avanzata la proposta di inserire, tra le ipotesi di regolarità, le aziende non ancora pagate dalla P.A. o da aziende partecipate dallo Stato, per somministrazioni, forniture e appalti.

«Il DURC ha assunto un ruolo centrale sia per la partecipazione ad appalti pubblici, sia da parte dei committenti privati per lo svolgimento della loro attività d’impresa», però «il quadro normativo che si è composto è divenuto parecchio complesso e a volte contraddittorio», sottolineano i consulenti del lavoro.

Nonostante il DURC sia un «ottimo strumento per l’emersione, si sta rivelando un paradossale ostacolo alle iniziative di imprese, anche di quelle che sono in regola»: è quindi necessario apportare qualche modifica a sostegno delle aziende!

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– Consiglio Nazionale dell’Ordine