Riforma Fiscale: elusione e fatture false ammesse?

di Francesca Vinciarelli

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Bozza del decreto sull'abuso del diritto: non più reato penale, depenalizzati la falsa fatturazione e l'omesso versamento IVA con l'attuazione della Legge Delega di Riforma Fiscale.

Mano più leggera del Fisco nei confronti di imprese e professionisti: sembra questa la strategia delineata dal governo Renzi con l’ultima Riforma Fiscale volta alla “realizzazione di un sistema più equo, trasparente e orientato alla crescita”. Entro fine novembre arriveranno infatti i decreti attuativi della legge 23/2014 (la Delega fiscale) che, tra le novità, in base alle bozze che circolano in Rete prevede anche una maggiore permissività in ambito elusione fiscale, con l’abuso del diritto non più reato penale.

Depenalizzazioni

Abuso del diritto 

La modifica è volta ad applicare una differenza tra elusione ed evasione fiscale: lo scopo di entrambe le pratiche è sempre quello di pagare meno tasse, tuttavia nei casi di elusione non vi è una reale violazione di alcuna norma tributaria. Il decreto di prossima emanazione rende inoltre lecita la scelta delle imprese della soluzione fiscalmente più economica, nel caso in cui siano possibili diverse opzioni tributarie.

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Fatture false fino a mille euro

Viene eliminato il reato penale in caso di fatture false sotto i mille euro: sotto questa soglia viene stabilita la non punibilità (anche retroattiva) per il reato di frode fiscale attraverso l’uso ed emissione di fatture per operazioni inesistenti, pratica che sarà punita con una semplice sanzione amministrativa. Tale norma avrà effetto anche sulle violazioni commesse prima dell’entrata in vigore del decreto delegato a patto che non sia già stato già notificato un atto impositivo.

Omesso versamento IVA

Viene depenalizzato il reato di omesso versamento IVA oltre la soglia dei 50mila euro.

Adempimento collaborativo

In caso di dichiarazione dei redditi infedele vi è allo studio la possibilità di concedere soglie di punibilità più alte (almeno raddoppiate se non addirittura di 200mila euro rispetto agli attuali 50mila), senza neanche tenere conti di tutta una serie di voci nel computo; alle imprese che decideranno di aderire ad un regime di adempimento collaborativo sotto la supervisione dell’Agenzia delle Entrate.

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Accertamento tributario

Ancora da capire se verranno raddoppiati da 4 a 8 anni i termini per l’accertamento tributario, così come oggi avviene in caso di reato penale. Sul punto è aperto il confronto tra Governo e Agenzia delle Entrate. In sostanza oggi il Fisco ha quattro anni per effettuare i controlli fiscali, otto in caso di reato penale se la denuncia penale avviene entro i quattro anni. Ora l’Agenzia delle Entrate chiede la deroga per operare oltre questi limiti in alcuni casi specifici come la presenza di nuovi elementi che riaprano le istruttorie.

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