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Rimborsi IVA ritardati: le imprese crollano

di Francesca Vinciarelli

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Lo Stato peggiora la situazione economica delle imprese con il ritardo nei pagamenti dalla PA e nei rimborsi IVA, ovvero tasse in eccesso ancora non rimborsate.

Le aziende sono in crisi nera e registrano una difficoltà sempre maggiore per reperire liquidità. A peggiorare drasticamente la situazione, oltre all’accesso al credito con le banche che non concedono prestiti, anche lo Stato contribuisce in maniera significativa con il ritardo nei pagamenti dalla PA.

Molte imprese infatti sono in attesa di pagamento per opere e servizi realizzati ed ancora non riconosciuti dalle amministrazioni pubbliche, mentre altre sono in attesa di un rimborso IVA per le tasse pagate in eccesso e mai rimborsate.

I crediti IVA diventano quindi un punto critico, come denunciano gli esponenti di molte associazioni tra cui Roberto Degioanni, segretario generale di Api Torino: «solo in Provincia di Torino i crediti IVA vantati dalle PMI ammonterebbero già a diversi milioni, con singole imprese che aspettano rimborsi da 500 mila a due milioni di euro».

Il segretario generale evidenzia anche come gli imprenditori siano costretti a rinviare qualsiasi forma di investimento, con il 61,5% delle imprese che non intende spendere per migliorare prodotti o processi e considera questa scelta come “condizione persistente” per tutto il 2012.

Il Governo lo ha riconosciuto la problematica in relazione ai rimborsi IVA del 2010, registrando al 31 gennaio scorso solo 23.416 domande di rimborso accolte su 62.211 per un importo erogato pari a meno di 3 miliardi su un totale richiesto di 8,6 miliardi.

Il problema è che le soluzioni tardano ad arrivare, visto che l’unica espressione del Governo è stata piuttosto vaga: «in conformità al piano di accelerazione avviato dall’Agenzia delle Entrate, gli importi relativi alle restanti richieste, qualora accolte, verranno erogati nel corso del 2012 tenuto conto della effettiva disponibilità finanziaria».

È evidente quindi che il Governo dovrà, oltre snellire delle procedure e garantire tempi certi per l’effettivo rimborso – come suggeriscono le associazioni – individuare una soluzione strutturale fornendo la giusta liquidità alle imprese ed una riduzione della pressione fiscale nel medio termine.