IMU e tasse sulla casa: regole per eredi

Risposta di Anna Fabi

Pubblicato 17 Dicembre 2025
Aggiornato 10 Gennaio 2026 19:56

Fabio chiede:

Chi deve pagare le tasse locali e nazionali (IMU, Irpef, ecc.): il coniuge superstite che vive nella casa coniugale o gli assegnatari di un diritto pro quota?

Nel caso di decesso del proprietario di un immobile, il pagamento dell’IMU non dipende automaticamente dalla quota ereditaria, ma dal titolare del diritto reale sull’abitazione.

La regola generale prevede che l’imposta sugli immobili sia a carico del coniuge superstite, anche in presenza di figli o altri eredi. Questo perché, ai sensi dell’articolo 540 del Codice Civile, il coniuge conserva sempre il diritto di abitazione sulla casa adibita a residenza familiare.

Il diritto di abitazione comporta anche l’assunzione di tutti gli oneri fiscali legati all’immobile. Di conseguenza, è il coniuge superstite a dover indicare l’abitazione nella dichiarazione dei redditi e a rispondere del pagamento dell’IMU, mentre gli altri eredi non sono tenuti al versamento.

Un’importante precisazione è arrivata dalla Corte di Cassazione, con l’Ordinanza n. 11095 del 28 aprile 2025. Secondo i giudici, il diritto di abitazione non sorge se l’immobile era già in comproprietà con un soggetto terzo (ad esempio un figlio) quando il coniuge proprietario era ancora in vita.

In questo caso specifico, il coniuge superstite non acquisisce il diritto reale e l’IMU può ricadere sugli altri comproprietari. La precisazione ha effetti ai fini IMU solo in questa fattispecie e non modifica la regola generale.

Per tutte le altre ipotesi continua ad applicarsi il principio consolidato, confermato anche dalla giurisprudenza tributaria (Commissione Tributaria Provinciale di Reggio Emilia, sentenza n. 103/2017), secondo cui l’IMU non è dovuta dagli eredi, ma dal coniuge superstite che mantiene la dimora abituale nell’immobile.

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