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Riscossioni Equitalia: l’aggio sulle cartelle resta all’8%

di Barbara Weisz

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I bilanci Equitalia non consentono di finanziare la riduzione dei costi di riscossione: il Tesoro motiva così la permanenza all'8% dell'aggio sulle cartelle dovuto all'agente.

L’attesa riduzione dei costi di riscossione da effettuarsi entro lo scorso settembre sembra destinata ad arenarsi: il bilancio Equitalia non consentirebbe risparmi tali da finanziare il taglio dell’aggio, dunque la commissione all’agente della riscossione per ogni cartella esattoriale resta all’8%. Lo ha spiegato il sottosegretario all’Economia, Alberto Giorgetti a un question time in Commissione Finanze alla Camera.

Il quadro normativo

La riduzione dell’aggio è prevista dal Salva Italia ( Dl 201/2011, articolo 10, comma 13-quater, convertito con la legge 214/2011) e dal Decreto Fare (articolo 52, comma 2, Dl 69/2013): un DM del Tesoro dovrebbe fissare ogni anno il rimborso dei costi fissi da corrispondere a Equitalia parametrato a somme iscritte a ruolo e interessi di mora, garantendo al contribuente oneri inferiori rispetto a quelli 2011. Tuttavia, il decreto appena emanato attua altre misure (come la rateazione in dieci anni delle somme a ruolo) omettendo la riduzione dell’aggio.Nel frattempo è intervenuta una norma di spending review (Dl 95/2012, articolo 5, comma 1) che ha diminuito l’aggio Equitalia dal 9 all’8% (comportando un onere di 50 milioni di euro per la società) prevedendo entro novembre 2012 un decreto per abbassare l’aggio fino a 4 punti percentuali, in relazione alla riduzione dei costi di funzionamento del gruppo Equitalia, al quale «deve essere comunque assicurato il rimborso dei costi fissi di gestione risultanti da bilancio certificato».

Coperture

Il problema è che, al momento, i costi fissi di Equitalia sono superiori a quello che l’agente della riscossione incassa dal balzello sulle cartelle esattoriali e la società non avrebbe possibilità ulteriori di contenere i costi. Dal bilancio 2012 dell’agente della riscossione emergono costi fissi pari a 733,3 milioni di euro, mentre i ricavi da aggio sono pari a 594 milioni.

La società ritiene di aver fatto tutto il possibile per contenere i costi di gestione e di riscossione, evidentemente senza riuscirci. Conclusione: il ministero difficilmente emanerà un provvedimento che faccia scendere i costi della riscossione e per ora, malgrado il succedersi di tre leggi nel corso di due anni, non si riesce a fare scendere l’aggio sulle cartelle esattoriali.