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Decreto Fare: aggi, rate e riscossione Equitalia

di Barbara Weisz

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Come cambia la riscossione dei tributi ed il pagamento dei debiti fiscali con il Decreto del Fare: impignorabilità per prime case e beni d'impresa, rateazione estesa, abolizione aggio a Equitalia.

Il Decreto Fare contiene diverse misure in materia di riscossione dei tributi e di poteri a Equitalia, di interesse per privati e aziende, nell’ottica di una maggior compliance fiscale, anche in considerazione delle difficoltà legate alla crisi economica. Vediamo con precisione.

Decreto Fare: leggi il testo

Aggio Equitalia

Abolizione aggio, percentuale dovuta a Equitalia sulla somma icritta a ruolo (oggi al 9%): d’ora in poi si pagano solo multa e interessi di mora, anticipando a settembre (da dicembre) il provvedimento che dovrà riformare gli aggi dovuti all’agente della riscossione. Quanto deciso con il decreto 35/2013 (Restituzione debiti PA) per i tributi viene esteso alle sanzioni amministrative (come le multe).

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Impignorabilità

PRIMA CASA: mai più pignorabile, purché il contribuente vi sia residente e vi abiti effettivamente (il divieto di pignorabilità non riguarda le abitazioni di super-lusso nelle categorie catastali A8 e A9).

L’espropriazione (nei casi diversi dalla prima casa) è possibile solo per debiti fiscali superiori ai 120mila euro (prima la soglia era a 20mila) e solo se sull’immobile deve esserci l‘ipoteca da almeno 6 mesi (prima erano 4) senza che il debito sia stato estinto.

BENI STRUMENTALI D’IMPRESA: introdotta una soglia di pignorabilità pari a un quinto del valore complessivo dei beni strumentali dell’impresa (come i macchinari) per tutte le società di capitali (la normativa valida per gli imprenditori individuali viene estesa a tutte le imprese).

Custodia dei beni sequestrati: rimane in capo all’impresa e per la vendita all’asta bisogna aspettare almeno 300 giorni dal pignoramento. Viene così maggiormente salvaguardato il diritto dell’impresa a proseguire la propria attività anche in presenza di pendenze con il fisco.

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Il provvedimento è una boccata d’ossigeno in tempi in cui il pignoramento di beni strumentali d’impresa non è rarissimo: nei primi mesi del 2013 sono stati più di 1.800 (contro i 3.500 dell’intero 2012).

Debiti fiscali

Ammessa la possibilità di dilazionare un debito con il Fisco in 10 anni (120 rate mensili, dalle precedenti 72). Nel caso in cui ci sia un peggioramento evidente delle condizioni economiche del debitori: si può ottenere un’ulteriore dilazione di 120 rate (rispetto alle precedenti 72).

La rateazione non verrà sospesa prima che scattino almeno 8 rate non pagate dal precedente limite di 2: solo dopo questo lasso di tempo scatterà il pagamento in un’unica soluzione e le eventuali misure di riscossione d’ufficio, come i pignoramenti.