Riforma Equitalia: moratoria, spese per interessi, compensazione

di Barbara Weisz

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Dopo le violenze contro Equitalia si delineano le ipotesi di riforma: tutte le richieste su moratoria debiti, riduzione interessi, sanzioni e spese di riscossione, compensazione tra somme a ruolo e crediti con la PA.

No a qualsiasi forma di violenza contro Equitalia ma anche impegni precisi per andare incontro ai contribuenti e alleggerire la pressione fiscale, iniziando dai decreti ministeriali relativi al ritardo nei pagamenti dalla PA e proseguendo con delle proposte di riforma dell’ente per la riscossione dei tributi.

Saranno questi i temi al centro dell’incontro del 17 maggio fra il premier Mario Monti e il direttore dell’Agenzia delle Entrate Attilio Befera. Un’occasione per esprimere sostegno ai dipendenti di Equitalia ma anche per mettere a punto un piano di revisione teso a superare le tensioni rendendo meno vessatoria la morsa del Fisco e valorizzando i diritti del contribuente.

Sul fronte politico e imprenditoriale le proposte sono molteplici: moratoria per i contribuenti più a rischio e meno interessi e sanzioni sulle cartelle esattoriali,  oltre alla compensazione tra crediti e debiti fiscali delle imprese verso la PA, in particolare le somme iscritte a ruolo.

Compensazione somme a ruolo

Monti potrebbe presentarsi al vertice con i decreti ministeriali già approvati: dei tre decreti attesi, uno dovrebbe prevedere la possibilità per le imprese di utilizzare il credito su fatture inevase dalla PA per “pagare” debiti con il Fisco, in pratica una compensazione dei debiti iscritti a ruolo.

Certificazione crediti PA

Gli altri due decreti dovrebbero contenere misure come la certificazione dei crediti sia verso l’amministrazione centrale sia verso Enti locali e Asl, realizzabile attraverso una modulistica molto semplice per le aziende, e la relativa possibilità di utilizzare queste certificazioni per incassare i soldi da parte della banche.

Questo avverrebbe attraverso il metodo del pro solvendo, per cui il rischio di insolvenza del debitore (la PA) resta in capo all’azienda (non viene quindi trasferito alla banca), ma in realtà i decreti prevederanno probabilmente un fondo di garanzia presso il Ministero, una “parte terza” che di fatto si accollerà il rischio (le imprese potranno stipulare un’apposita assicurazione gratuita).

Da sottolineare che con il pro solvendo le imprese non incassano l’intero credito, ma solo una parte. Il meccanismo serve però a rendere possibile la restituzione dei crediti senza impattare sui conti pubblici, sforando i parametri europei (in corso c’è anche un dibattito europeo per trovare una soluzione che risolva questa questione dell’impatto sul fiscal compact).

Moratoria debiti fiscali

Misura caldeggiata in particolare dalla Lega Nord, dovrebbe riguardare i contribuenti più a rischio, a partire dai piccoli imprenditori in difficoltà. Spiega Matteo Fugatti, vicepresidente del Carroccio alla Camera: «E’ opportuno che il Governo dia mandato a Equitalia di attuare una moratoria delle posizioni dei contribuenti più a rischio per instaurare una procedura conciliativa al fine di evitare le tragedie che stiamo vedendo in questi giorni».
Fra le misure di cui si parla, sembra quella di più difficile applicazione da parte di un governo fortemente impegnato sulla lotta all’evasione, anche attraverso i massicci blitz della Guardia di Finanza.

Interventi distensivi però, non si escludono: ad esempio, il taglio a favore dei contribuenti che vanno in contenzioso col Fisco, e che prima del ricorso pagherebbero solo un terzo di quanto contestato, senza interessi e sanzioni.

Interessi e sanzioni

Tra gli ambiti di intervento più probabili spiccano spese di riscossione, interessi di mora e sanzioni. Proposte di alleggerimento sono giunte da Pd e Italia dei Valori:  ridurne il carico e introdurre forme di trasparenza nel rapporto fra Fisco e contribuenti maggiormente concentrate sui diritti di questi ultimi, sulla base dello Statuto del Contribuente.

Sul taglio alle spese di riscossione (si parla di un 9%), la strada è stata spianata dal decreto Salva Italia di fine 2011, in base al quale l’aggio di Equitalia deve essere adeguato ai costi effettivamente sostenuti. In generale, si mette anche l’accento sulla necessità di utilizzare meglio alcuni strumenti che già ci sono a favore del contribuente, come la possibilità di rateizzare il debito con il Fisco fino a sei anni, che vale per le famiglie e per le imprese.