Dopo il Senato, anche la Camera ha approvato il disegno di legge di conversione del DL n. 55/2025 con le disposizioni in materia di acconti IRPEF. L’Aula ha approvato il testo del provvedimento senza modifiche, consentendo così ai contribuenti di pagare le tasse risultanti dal 730/2025 con il nuovo sistema a tre aliquote invece che con i più penalizzanti quattro scaglioni. Definitivo anche l’innalzamento della no tax area.
Tutto nasceva dal mancato raccordo tra la riforma delle aliquote IRPEF con il passaggio tra quattro a tre (avviata nel 2024 e divenuta strutturale nel 2025) e le percentuali su cui calcolare l’imponibile di riferimento per gli acconti d’imposta di quest’anno, rimasti per legge ancorati al vecchio sistema 2023.
Come noto, la Legge di Bilancio 2025 ha reso definitivo il sistema a tre scaglioni già utilizzato per l’anno d’imposta 2024: aliquota IRPEF al 23% per i redditi fino a 28.000 euro; aliquota IRPEF al 35% per i redditi tra 28.001 e 50.000 euro; aliquota IRPEF al 43% per i redditi superiori a 50.000 euro. Una specifica clausola prevedeva però l’applicazione delle quattro aliquote vigenti al 31 dicembre 2023 ai fini del calcolo degli acconti d’imposta derivanti dalle dichiarazioni dei redditi 2025 sui redditi 2024.
Al fine di correggere questa distorsione, un apposito decreto leggi di governo di Governo ha previsto che gli acconti IRPEF debbano siano calcolati secondo le vecchie aliquote soltanto per l’anno 2024, mentre a partire dal 2025 il calcolo deve avvenire tenendo in considerazione le nuove aliquote varate con la riforma.
Il ddl appena approvato in Parlamento converte in legge tali disposizioni, che si applicano dunque agli acconti calcolati con il metodo storico: dovranno basarsi sull’imposta effettivamente dovuta per il 2024 e già determinata con il sistema a tre scaglioni.
Il termine ultimo ordinario per il pagamento delle imposte dirette, lo ricordiamo, è il 30 giugno. In realtà, nei giorni scorsi il Governo ha disposto una proroga al 21 luglio per il versamento del saldo 2024 e del primo acconto 2025 dei soggetti ISA e dei contribuenti forfettari. Per le persone fisiche restano in vigore i termini ordinari di legge.