Bonus Mobili con cessione credito o sconto in fattura

di Barbara Weisz

scritto il

Emendamento al Decreto Sostegni, sconto in fattura e cessione del credito anche per il Bonus Mobili 2021: come funziona.

Sconto in fattura e cessione del credito estesi al Bonus Mobili: lo prevede un emendamento approvato in commissione Bilancio al Senato nell’ambito della conversione in legge del Decreto Legge Sostegni, in linea con la tendenza che vede sempre più solido lo strumento della compensazione fiscale o della commercializzazione dei crediti d’imposta, sulla scia di quanto avviato lo scorso anno dal Dl Rilancio (articolo 121, dl 34/2020), ossia la possibilità di cedere il credito maturato (anche a una banca) oppure di richiedere in alternativa uno sconto in fattura di pari importo, opzione al momento riservata ad una lunga serie di interventi edilizi agevolati: ristrutturazione, riqualificazione energetica (anche con Superbonus 110%), interventi antisismici (anche con Sismabonus 110%), Bonus facciate, installazione di impianti fotovoltaici o colonnine per la ricarica delle auto elettriche.

Ebbene, l’emendamento approvato estende l’opzione anche al Bonus Mobili. Si tratta della detrazione al 50% per l’acquisto di arredi ed elettrodomestici ad alta efficienza destinati a unità immobiliari oggetto di ristrutturazione agevolata. In base alle novità della Legge di Bilancio 2021, fra l’altro, quest’anno il Bonus Mobili si applica a spese fino a 16mila euro (mentre negli anni scorsi il tetto di spesa era pari a 10mila euro).

=> Sconto in fattura: pro e contro per i fornitori

Le indicazioni per lo sconto in fattura e la cessione del credito sono contenute nei provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate dell’8 agosto 2021 e del successivo 12 ottobre, che introducono una serie di modifiche ai modelli di comunicazione al Fisco. Molto in sintesi, la misura prevede che il contribuente, in luogo della detrazione in dichiarazione dei redditi (ripartita in dieci rate annuali di pari importo), possa scegliere una delle seguenti due opzioni:

  • sconto in fattura, per una somma pari alla detrazione spettante, fino a un importo massimo pari al corrispettivo dovuto. Il fornitore che fa i lavori, e applica lo sconto, sostanzialmente acquista un credito d’imposta pari alla detrazione, che utilizzerà poi in compensazione. L’importo dello sconto praticato non riduce l’imponibile IVA ed è espressamente indicato nella fattura, quale sconto praticato in applicazione delle previsioni dell’articolo 121 del decreto-legge n. 34 del 2020.
  • Cessione del credito per una somma pari alla detrazione spettante, ad altri soggetti fra cui anche le banche. Questo strumento può anche essere utilizzato per le rate residue riferite alle spese sostenute negli anni 2020 e 2021.

Dunque, per riassumere, il Bonus Mobili nel 2021 cambia nel seguente modo.

  • Da gennaio 2021 tetto di spesa a 16mila euro. La detrazione resta al 50%, si utilizza in dieci quote annuali di pari importo. Ricordiamo che i mobili e gli elettrodomestici di classe A devono essere destinati a immobili oggetto di ristrutturazione agevolata: non è necessario che sia stata ristrutturato il locale specifico per cui si acquista il nuovo mobile, basta che i lavori edilizi riguardino la stessa unità immobiliare. Per fare un esempio, si può applicare il bonus mobili all’acquisto di un frigorifero anche se i lavori di ristrutturazione riguardano il salotto e non la cucina.
  • Opzione cessione credito e sconto in fattura. Quando sarà approvata la legge di conversione del Decreto Sostegni, a meno che non intervengano nuove modifiche sarà possibile richiedere lo sconto in fattura oppure si potrà cedere il credito d’imposta maturato al venditore, che a sua volta potrà fruirne in compensazione o cederlo ulteriormente a prezzi di mercato.