Produttività aziendale, verso il modello collaborativo

di Francesca Vinciarelli

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Produttività aziendale in aumento valorizzando le risorse umane con una gestione delle persone per obiettivi e una struttura organizzativa che punti ad una modalità collaborativa e a programmi di welfare aziendale: i dati della ricerca.

L’attenzione verso le risorse umane presenti in azienda, la valorizzazione dei lavoratori e dei risultati da essi raggiunti rappresenta uno dei fattori chiave per dare una sferzata alla produttività della propria impresa.

Questo un punto nodale sul quale concordano il 96% degli 840 manager aziendali e l’88% dei 672 italiani intervistati da Manageritalia in collaborazione con AstraRicerche.

Attenzione alle risorse umane

Il 93% dei manager ed il 91% degli italiani ha poi indicato la formazione tra i punti essenziali ed imprescindibili sul fronte dell’incremento della produttività.

Fondamentale allo stesso modo per i manager la gestione delle persone per obiettivi, elemento sul che trova concorde l’81% degli italiani.

Modello collaborativo

La quasi totalità di entrambi i campioni (92%) vede l’azienda di successo strutturata non tanto in maniera gerarchica quanto in modalità collaborativa e orientata a programmi di welfare aziendale che  lascino spazio ad una adeguata flessibilità e quindi alla conciliazione tra lavoro e famiglia.

Insomma per lavoratori e manager italiani il segreto del successo di una azienda starebbe nella realizzazione di una organizzazione che ruoti intorno alle persone, puntando sulla loro motivazione, soddisfazione e crescita professionale.

I sindacati

L’indagine rivela inoltre quanto sia rilevante il ruolo dei sindacati, con l’84,8% dei manager che ritiene che le loro azioni costituiscano troppo spesso un impedimento all’ottenimento di miglioramenti tangibili e concreti del lavoro.

I sindacati confederali sarebbero troppo ancorati ai vecchi schemi e incapaci di innovarsi e innovare, bloccando miglioramento e sviluppo aziendale.

Lo scoglio culturale

Uno scoglio che spesso, secondo il 75% dei manager, vede coinvolti anche gli imprenditori italiani che si dimostrano incapaci di effettuare un salto culturale verso quel modello di collaborazione e partecipazione aziendale che potrebbe generare un cambiamento virtuoso sul modo di lavorare in azienda.

E proprio ai manager spetta, o almeno dovrebbe spettare secondo l’88,8% del campione, il compito di spingere le aziende verso un positivo e proficuo cambiamento, facendosi promotori di questo movimento culturale che comporterebbe vantaggi per tutti (secondo il 90% degli intervistati).

Nella pratica invece il 59,3% dei manager rivela che spesso sono proprio i livelli dirigenziali a bloccare ogni cambiamento. Per l’82,6% dei manager, per innescare un vero cambiamento proficuo, sarebbe necessario agire sul rapporto tra imprenditori/azionisti e manager.