Il mercato bancario italiano segna una netta spaccatura nelle politiche di pricing. L’ultima rilevazione di altroconsumo del 1° febbraio 2026 evidenzia un aumento selettivo dei costi che colpisce quasi esclusivamente l’operatività allo sportello fisico, lasciando invece margini di risparmio a chi opera tramite canali digitali.
A pesare sul bilancio familiare è l’impennata dell’icc (indicatore dei costi complessivi) per le operazioni tradizionali, un trend che conferma il generale aumento dei costi di gestione già registrato a inizio anno.
I rincari delle banche tradizionali
L’analisi dei fogli informativi mostra una strategia chiara degli istituti di credito per disincentivare la presenza in filiale alzando le commissioni sulle operazioni manuali. Ecco il dettaglio dei principali movimenti rilevati.
- Unicredit — sebbene azzeri il canone a fronte dell’accredito di stipendio o pensione incentivando l’uso di atm e app, ha rivisto al rialzo i costi delle singole operazioni allo sportello che passano da gratuite a 1,20 euro ciascuna;
- Credem — mantiene il canone annuo invariato ma applica rincari pesanti sull’operatività assistita, portando ad esempio il costo di un bonifico allo sportello a 6 euro e rendendo a pagamento gli addebiti diretti sdd;
- Bper e Bnl — si registrano aumenti generalizzati sui canoni mensili di tenuta conto;
- Banco Bpm — ritocca verso l’alto il canone base e riduce la portata degli sconti previsti per chi accredita lo stipendio.
La situazione dei conti online
Il canale digitale resta l’ancora di salvezza per il risparmiatore, anche se non mancano aggiustamenti al rialzo nel comparto. La differenza sostanziale è che, nel conto corrente online, i rincari riguardano i costi fissi e non l’operatività transazionale.
- Banca Sella — registra un aumento del canone annuo pari a 6 euro;
- Hello Bank! — applica un incremento del canone annuo di poco inferiore ai 2 euro per le famiglie e i pensionati, mantenendo però l’esenzione per la fascia giovani.
Restano invece isole felici di stabilità con un icc invariato rispetto all’anno precedente gli istituti puramente digitali o le offerte dedicate agli under 35. Tra questi spiccano le proposte di ing, bbva, webank, widiba e il conto isybank del gruppo intesa sanpaolo riservato agli utenti più giovani che continua a garantire l’operatività di base a costi azzerati.