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Risparmio e investimento: la UE lancia i conti SIA per le famiglie

di Anna Fabi

2 Ottobre 2025 10:16

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La Commissione Europea lancia un modello di risparmio semplificato per rendere gli investimenti più accessibili, produttivi e ad alto rendimento.

La Commissione Europea ha presentato i Savings and Investment Accounts (SIA), nuovo modello di conti di risparmio e investimento pensati per avvicinare i cittadini a strumenti finanziari come azioni, obbligazioni e fondi, con oneri bassi e accesso semplificato.

La Commissaria UE ai Servizi finanziari, Maria Luís Albuquerque, ha spiegato gli obiettivi dei nuovi strumenti: trasformare in capitale per le imprese una parte dell’enorme risparmio europeo (oggi fermo sui depositi dei privati cittadini) e al tempo stesso far fruttare i patrimoni delle famiglie.

Il modello proposto non impone però un’unica legge fiscale europea: offre semmai raccomandazioni e un set di standard che gli Stati membri potranno recepire con incentivi e procedure semplificate, favorendo la portabilità dell’esperienza utente e la comparabilità dell’offerta.

Cosa sono i SIA e cosa li distingue dal conto corrente o deposito

I SIA non sostituiscono i conti correnti bancari tradizionali e neppure i classici conti deposito ma li affiancano come “contenitori” di investimento semplici e trasparenti. La Commissione definisce anche i requisiti minimi comuni: ingresso con piccoli importi (anche 10 euro), costi e oneri chiari, ampia gamma di strumenti ammissibili (fondi, ETF, obbligazioni, azioni), interfacce digitali intuitive, reportistica standardizzata e informative comprensibili.

Il punto forte è l’accessibilità: poter accumulare nel tempo anche con micro-versamenti, automatizzare piani periodici e spostare il risparmio dai depositi verso attività produttive, senza vincoli artificiosi di soglia o complessità fiscale eccessiva.

La proposta è volutamente technology-neutral: i SIA potranno essere offerti da soggetti autorizzati, inclusi operatori online, e integrarsi con gli schemi nazionali esistenti.

Incentivi opzionali

Bruxelles non impone agevolazioni ma raccomanda che i Paesi adottino incentivi fiscali mirati e semplificazioni amministrative per i SIA (ad esempio tassazione agevolata dei rendimenti, meccanismi di differimento, procedure “one-click” di certificazione fiscale), nel rispetto dei bilanci pubblici e delle priorità nazionali.

La Commissione monitorerà l’attuazione, puntando su standard comuni e su una label riconoscibile per i prodotti che rispettano i criteri. Alcuni governi hanno già mosso passi nella stessa direzione con etichette o piani di investimento “pro-UE”; il modello SIA offre una cornice comune per scalare queste esperienze.

Cosa ci guadagnano famiglie e imprese

In Europa il tasso di risparmio è elevato ma la quota investita in mercati è bassa e frammentata. Colmare il gap è una condizione per ampliare la platea degli investitori retail e diffondere un uso consapevole dei SIA.

Per le famiglie, i SIA possono ridurre le barriere di ingresso e migliorare la diversificazione rispetto al conto deposito, favorendo l’accumulo graduale. euPer i mercati, una platea retail più ampia e stabile aiuta a canalizzare capitale verso PMI innovative e infrastrutture, con benefici sul costo del capitale e sulla competitività europea nel lungo periodo.

Il successo, però, dipenderà da tre fattori: qualità degli incentivi nazionali, protezione dell’investitore (trasparenza, costi, product governance), interoperabilità delle piattaforme e dei dati.

Come potrebbe presentarsi un SIA “tipo”

Uno schema-tipo in Italia potrebbe prevedere apertura online in pochi minuti con SPID/CIE, versamenti minimi da 10 euro, selezione guidata tra fondi/ETF “core” a costi contenuti, riequilibri automatici, rendicontazione standard e un cruscotto di rischio intuitivo.

Sul piano fiscale, un’eventuale agevolazione nazionale potrebbe agire su esenzione o differimento dei rendimenti entro un plafond annuo, sul credito d’imposta per piani di lungo periodo o su regimi forfettari semplificati per piccoli investitori; la portabilità del SIA tra intermediari sarebbe un ulteriore elemento pro-concorrenza.

Spetterà poi al legislatore definire coperture e compatibilità con i regimi esistenti (PIR, PEPP, previdenza complementare).