Il tax free shopping cambia con la Legge di Bilancio 2026. Le novità riguardano due aspetti che negli ultimi anni hanno creato rallentamenti tra negozi, intermediari e viaggiatori extra-UE: i termini per restituire la fattura e la convalida delle operazioni quando lo stesso cliente effettua più acquisti presso lo stesso esercente.
La soglia per accedere all’esenzione resta fissata a 70 euro (IVA inclusa) per singola cessione. Cambiano invece i tempi di restituzione della fattura e la gestione della validazione elettronica.
Chi può accedere al tax free shopping e quando non si applica l’IVA
Il regime riguarda i viaggiatori domiciliati o residenti fuori dall’Unione europea che acquistano in Italia beni destinati all’uso personale o familiare e li trasportano nei bagagli fuori dal territorio doganale UE.
Per applicare il tax free occorre che il valore della singola cessione superi 70 euro (IVA compresa). La cessione può avvenire senza applicazione dell’imposta oppure con IVA esposta in fattura e successiva restituzione, ma solo se viene dimostrata l’uscita dei beni dall’Unione europea nei termini previsti.
La disciplina resta quella dell’articolo 38-quater del DPR 633/1972.
Sei mesi per restituire la fattura al venditore
Dal 2026, il viaggiatore extra-UE ha sei mesi dalla data di acquisto per restituire al cedente la fattura con l’attestazione di uscita dal territorio doganale. L’estensione vale sia quando l’IVA non viene applicata al momento della vendita, sia quando viene pagata e successivamente rimborsata.
Resta però fermo un altro termine: i beni devono essere trasportati fuori dall’Unione europea entro il terzo mese successivo a quello della cessione. Il nuovo termine riguarda esclusivamente la restituzione della fattura vistata.
Una sola convalida per più fatture intestate allo stesso cliente
La novità più rilevante riguarda la validazione unica delle fatture elettroniche intestate allo stesso viaggiatore e riferite allo stesso esercente.
Se un turista effettua più acquisti nello stesso punto vendita, la convalida potrà avvenire con un’unica procedura, evitando passaggi ripetuti per ogni singola fattura. Le modalità operative saranno definite da un provvedimento dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, di concerto con l’Agenzia delle Entrate.
Rimborso IVA con fattura elettronica nel 2026
Le modifiche incidono direttamente sulla procedura di fattura elettronica per il rimborso IVA, emessa verso il viaggiatore extra-UE. Da un lato si amplia il termine per restituire la fattura vistata in dogana. Dall’altro si introduce la convalida unica per più documenti riferiti allo stesso cliente e allo stesso esercente, riducendo duplicazioni e controlli ripetuti.
Ecco in sintesi i nuovi adempimenti per negozi ed esercenti:
- verificare che il cliente sia residente o domiciliato fuori dall’UE;
- controllare che la cessione superi 70 euro per singola operazione;
- distinguere i due termini: 3 mesi per l’uscita dei beni e 6 mesi per la restituzione della fattura;
- adeguare le procedure interne alla validazione unica una volta pubblicate le regole attuative.
Nel 2026 più semplificazioni ma anche più controlli
L’estensione a sei mesi riduce il rischio di perdere il beneficio per scadenze troppo ristrette. La validazione unica, se integrata correttamente nei sistemi digitali, può alleggerire la gestione delle pratiche ripetute con lo stesso cliente.
La reale portata della riforma dipenderà però dal provvedimento attuativo: saranno i dettagli operativi a determinare se il tax free 2026 diventerà più semplice nella pratica oppure soltanto diverso nella forma.