Fondo pensione preesistente: come valorizzare i propri contributi

di Alessandra Gualtieri

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Fondo pensione preesistente per una rendita integrativa e complementare, investire risparmi e contributi, accumulare capitale per spese impreviste.

Tra i tnti strumenti che permettono di crearsi una pensione integrativa o di mettere da parte i risparmi, incrementando il capitale tramite specifiche linee di investimento, ci sono anche i fondi pensione preesistenti. Vediamo cosa sono, chi può aderirvi e cosa offrono.

Che cos’è un Fondo pensione preesistente

fondi pensione preesistenti sono forme pensionistiche complementari che esistevano già prima della riforma del 1992 e gradualmente adeguate nel corso degli anni alle nuove regole sulla previdenza integrativa. Possono essere fondi autonomi, ossia dotati di soggettività giuridica (associazioni non riconosciute, associazioni riconosciute, fondazioni) o fondi interni, ossia costituiti all’interno di società (banche, imprese di assicurazione, imprese) come patrimonio separato o posta contabile del passivo.

In relazione al regime previdenziale in base al quale è calcolata la rendita pensionistica, si distinguono poi in:

  • fondi pensione preesistenti a contribuzione definita: la rendita pensionistica è rapportata ai contributi versati e ai relativi rendimenti, come nei nuovi fondi pensione (possono raccogliere nuove adesioni nella platea dei destinatari di riferimento ma non ampliarla ad altre aziende o settori);
  • fondi pensione preesistenti a prestazione definita: la rendita pensionistica è prefissata, come percentuale della retribuzione o pensione dell’aderente (sono fondi sono a esaurimento, non è più possibile aderirvi);
  • forme miste: nello stesso fondo pensione coesistono entrambi i regimi previdenziali (questi fondi pensione sono iscritti all’Albo e vigilati dalla COVIP).

A cosa serve il Fondo pensione preesistente

L’adesione a un fondo pensione preesistente consente di destinare parte dei risparmi alla creazione di una pensione integrativa e complementare a quella di vecchiaia, anche reversibile in favore di superstiti oppure di mettere da parte un fondo cassa da destinare a emergenze e spese impreviste.

  1. Ogni iscritto vi destina i propri versamenti contributivi, che vengono poi investite, direttamente dal fondo o tramite operatori specializzati, in prodotti finanziari, immobiliari o assicurativi, per massimizzare i rendimenti e incrementare nel tempo il capitale accantonato.
  2. L’importo finale delle prestazioni dipende dall’importo dei contributi accuumulati e dalla durata del periodo di versamento, al netto dei costi sostenuti e in virtù dei rendimenti registrati dall’investimento.

Chi può aderire ad un Fondo pensione preesistente

Possono aderire al fondo pensione i lavoratori di specifiche aziende e categorie professionali che hanno siglato un accordo collettivo o un regolamento aziendale (adesione collettiva). L’importo della contribuzione viene stabilita in sede di contrattazione stessa e può essere integrato dal lavoratore, che vi può destinare anche (o solo) il TFR (in tutto o in parte). Per i familiari fiscalmente a carico, l’importo e la periodicità dei versamenti sono liberi. L’adesione può avvenire con modalità tacita ed annettere anche i familiari a carico se previsto nello Statuto.

Come aderire al Fondo pensione preesistente

L’iscrizione al fondo pensione preesistente si può effettuare direttamente presso il datore di lavoro o la sede del fondo pensione, tramite patronato o sindacato. Se il fondo lo prevede, ci si può iscrivere anche via web. Per alcuni contratti, è invece prevista l’adesione tacita e automatica, con versamento dei contributi al fondo secondo gli importi e le modalità indicate in sede di contrattazione collettiva di categoria o di azienda. L’adesione è comunque volontaria, nonché collettiva. Al fondo pensione preesistente possono aderire anche i lavoratori in prova o a tempo determinato.

Prima dell’adesione ad un fondo pensione preesistente con un numero di iscritti attivi superiore a 5.000 unità, vengono consegnati tutti i documenti informativi sull’adesione, la simulazione della pensione complementare che l’iscritto riceverà al momento del pensionamento. Per i fondi pensione con più di 1.000 iscritti i documenti sono consultabili anche sul sito web del fondo.

Quando costa aderire

Ogni fondo pensione prevede specifici costi, indicati nella “Scheda dei costi” nel documento “Informazioni chiave per l’aderente”,  consegnato al momento dell’adesione. Sul sito COVIP è comunque presente l’elenco completo degli ISC (Indicatori sintetici dei costi) per tutte le linee di investimento, assieme al Comparatore dei costi relativo alle diverse offerte di mercato.

Le agevolazioni fiscali previste

Sul risparmio previdenziale sono applicate le seguenti agevolazioni fiscali:

  • deduzione IRPEF dei contributi versati al fondo fino a 5.164,57 euro l’anno;
  • tassazione ridotta al 20% sui rendimenti e tra il 9 e il 15% su rendita, capitale , anticipazioni e riscatti (con alcune ecdezioni al 23%) in base agli anni di partecipazione al fondo.

Contributi e linee di investimento

  • Sulla posizione individuale si possono versare i contributi previdenziali e l’accantonamento del Trattamento di fine rapporto (TFR), ulteriori versamenti individuali e il contributo aggiuntivo dell’azienda qualora spettante (ossia, quandi si versa da sé il proprio contributo).
  • In base alla propensione al rischio e agli anni dalla pensione, si possono scegliere linee di investimento garantite, obbligazionarie, bilanciate e azionarie.

Sia l’importo dei versamenti sia la scelta della linea di investimento possono essere modificati nel tempo.

Che tipo di prestazioni si possono ottenere con il Fondo pensione preesistente

Dopo almeno cinque anni di partecipazione al fondo si può mettere a rendita, come fosse una pensione complementare, il capitale accumulato; incassare fino al 50% del capitale accumulato o anche l’intera posizione se il 70% del montante garantisce una rendita annua inferiore al 50% dell’assegno sociale. In caso di premorienza, il montante versato può essere riscattato da eredi o persone designate.

Prima dell’età pensionabile, si possono prelevare quote per anticipazioni e riscatti.

  • Spese sanitarie straordinarie documentate fino al 75% del capitale accumulato (pagando tra il 15% e il 9% in base agli anni di partecipazione alla previdenza complementare)
  • Acquisto e ristrutturazione prima casa dopo 8 anni di partecipazione e fino al 75% del capitale (aliquota del 23%)
  • Motivi personali e familiari dopo 8 anni e fino al 30% del capitale (tassa al 23%)
  • Invalidità permanente con riduzione capacità lavoriva a meno di 1/3, inoccupazione da 48 mesi, dimissioni o licenziamento.
  • Inoccupazione da 12 a 48 mesi per mobilità o cassa integrazione, fino l 50% della posizione (tassa tra 15% e 9%).

Il fondo pensione preesistente può anche accordare la rendita integrativa temporanea anticipata (RITA) dopo almeno 5 anni di partecipazione  e 20 anni di contribuzione alla previdenza obbligatoria, richiedibile fino a 10 anni prima dell’età pensionabile, come accompagnamento alla pensione di vecchiaia.