Investimenti finanziari: vademecum per non sbagliare

di Redazione PMI.it

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Guida agli investimenti in titoli finanziari: i suggerimenti Fisher Investments Italia per evitare nove fra gli errori più comuni che compromettono il successo di tutto o parte dell'investimento.

Per chi ha risorse da parte, effettuare investimenti in titoli finanziari è una opzione interessante, ma perché si riveli proficua è necessario evitare errori che, per effetto cumulativo, possano ridurre il valore del portafoglio. Vediamo di seguito quali sono, ispirandoci ai consigli di Fisher Investments Italia.

Non sottovalutare l’orizzonte temporale

Il primo errore da evitare è quello di sottovalutare l’orizzonte temporale delle attività e della propria longevità, compiendo scelte che portano ad esaurire troppo in fretta le proprie risorse. Ci vuole invece una chiara e solida strategia finanziaria, in grado di garantire la necessaria stabilità economica e finanziaria e soddisfare le esigenze di reddito, teoricamente. Considerare l’orizzonte temporale di investimento rende realistico l’obiettivo prefissato e scongiura il rischio “imprevisti”.

Allineare obiettivi e strategia

Un altro errore comune è quello di disallineare obiettivi di investimento e strategia di portafoglio, fondamentale per garantire un successo a lungo termine sul fronte degli investimenti. A gravare sulla loro buona riuscita è spesso un’errata valutazione del rischio. Proporsi obiettivi con un orizzonte temporale limitato è un’arma a doppio taglio che spesso finisce per esporre eccessivamente al rischio di veder scendere il valore del portafoglio durante un periodo di volatilità a breve termine.

La lunghezza dell’orizzonte temporale di investimento è direttamente proporzionale all’entità del rischio che è possibile assumere.

Quello che spesso si osserva è un atteggiamento troppo prudente degli investitori che li porta a non assumere rischi sufficienti, concentrandosi sulla volatilità a breve termine anziché sulla probabilità a lungo termine di conseguire i propri obiettivi, ottenendo così portafogli sottoperformanti rispetto agli obiettivi desiderati.

Distinguere tra esigenze di reddito e di cassa

Un tipico errore è fare affidamento solo sul reddito per i flussi di cassa necessari, senza mai attingere al capitale. Non bisogna però confondere tra esigenze di reddito ed esigenze di cassa. Redditi e flussi di cassa non sono infatti la stessa cosa:

  • per flusso di cassa si intende il denaro per le spese di mantenimento e altre esigenze personali,
  • il reddito corrisponde invece all’ammontare dei dividendi e interessi maturati da un portafogli, su cui l’investitore potrebbe dover pagare imposte.

Le modalità di generazione del reddito possono impattare sulla crescita del portafoglio ma anche sulle tasse da versare, fattori che si ripercuotono sulla capacità di realizzare i flussi di cassa richiesti.

Non limitarsi ai mercati locali

Non bisognerebbe commettere l’errore di limitarsi ai mercati locali, ignorando quelli finanziari globali. Per un portafoglio ben strutturato e in grado di far crescere i propri attivi, la diversificazione è fondamentale. E, tra i fattori di diversificazione, va preso in considerazione anche il fatto che il rendimento è in parte correlato all’andamento economico e al clima politico generale del Paese di origine. In un momento come quello attuale, le implicazioni geopolitiche sono ad esempio fondamentali.

Fattori di rischio non intenzionali

Non vanno comunque mai trascurati i fattori di rischio non intenzionali: bisogna essere sempre consapevoli che anche la gestione di un portafoglio diversificato comporta rischi nascosti. Una involontaria concentrazione troppo elevata di fattori che influenzano i titoli in maniera correlata può esporre a rischi non preventivati.

Domanda e offerta: i fondamentali

Mai dimenticare il ruolo chiave del binomio domanda/offerta, il motore che determina il prezzo delle quotazioni. Nel breve termine, l’offerta di titoli è fissa perché nuove emissioni richiedono tempo, nel lungo periodo l’offerta rappresenta il fattore principale di determinazione dei prezzi.

Comprendere la relazione fra domanda e offerta di titoli e affinare la capacità di monitorare i trend aiuta a elaborare valide previsioni sui mercati, filtrando gli elementi irrilevanti.

Occhio alle fonti di informazione

Fondamentale è capire quali siano le migliori fonti da utilizzare per prendere decisioni di investimento: le informazioni di pubblico dominio influenzano il prezzo dei titoli ma, per generare extra-rendimenti, è possibile interpretarle in modo diverso rispetto agli altri, cogliendo quegli elementi che non hanno ancora influenzato i prezzi dei titoli. Questa capacità richiede ovviamente esperienza, ricerca e disciplina.

Investimento senza emotività

Potrebbe essere controproducente dimostrare eccessiva fiducia nelle proprie capacità di investimento. Bisogna sforzarsi di mantenere un atteggiamento obiettivo per evitare di esporsi ad eccessivi rischi di portafoglio. In quest’ottica è fondamentale creare un ambiente di investimento senza emotività, che faccia affidamento su dati e analisi imparziali per garantire le decisioni migliori per il proprio futuro finanziario.

Occhio alle commissioni

Infine, particolare attenzione va portata alle commissioni, spesso eccessive e capaci di comportare costi annuali molto elevati, tanto da fare la differenza fra un andamento sovra o sottoperformante.