Costruzioni: imprese ancora in crisi

di Francesca Vinciarelli

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I dati elaborati da Confartigianato sul settore delle costruzioni, ancora in forte crisi, e il confronto con gli altri Paesi UE.

Non c’è ancora ombra di ripresa economica per le imprese delle costruzioni che tra marzo 2014 e febbraio 2015 fanno registrare un ulteriore calo nella produzione rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente del -5,8% (-42,5% rispetto al picco pre-crisi del periodo settembre 2007-agosto 2008) e nell’occupazione (-6,2%).

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Lo stato delle imprese edili in Italia e in Europa è stato fotografato da Confartigianato Edilizia, il cui Presidente di Confartigianato Arnaldo Redaelli ha così commentato i dati emersi:

«Attenzione a leggere come immediatamente positivi i dati sulla forte crescita del numero dei mutui casa. Il comparto dell’edilizia versa ancora in una situazione di profonda crisi. Siamo di fronte sia ad una rinegoziazione dei tassi d’interesse che rendono i mutui più sostenibili per chi già li possiede, ma anche ad una forte spinta da parte del settore bancario che cerca in questo modo di favorire la messa in circolo sul mercato del vecchio invenduto in modo da consentire il rientro di somme ingenti anticipate negli anni di inizio crisi ai grandi immobiliaristi».

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«Per garantire un futuro solido all’intera filiera delle costruzioni dobbiamo partire dalla rigenerazione sostenibile delle città e dei territori, da quelle piccole e medie opere infrastrutturali che, oltre a migliorare la qualità della vita dei cittadini, sono fondamentali per il rilancio del settore e dell’economia. L’avvio in tempi rapidi di questi cantieri garantisce un effetto moltiplicatore sull’occupazione, ma per farlo è necessaria una modifica del patto di stabilità interno, che va reso più flessibile per consentire l’utilizzo dei fondi disponibili nelle casse comunali per investimenti. Solo così potremo farcela».

Produzione

Diversamente, nello stesso periodo, nell’UE si è registrato un aumento del +1,6% nella produzione e del +0,4% nell’Eurozona. Guardando i dati di febbraio 2015, il valore della produzione è sceso del -1,3% rispetto al mese precedente in Italia, del -1,8% nell’Eurozona, del -1,2% nell’UE a 28. Nel confronto con l’andamento negli altri Paesi europei, tra marzo 2014 e febbraio 2015, è la Spagna a manifestare la maggiore crescita della produzione delle costruzioni: + 14,7%, in forte recupero dopo il dimezzamento della produzione registrato tra il 2006 e il 2012. Bene anche le aziende edili del Regno Unito con un aumento del +4,3%, seguite quelle della Germania che registrano una crescita del +0,4%. A passarsela meno bene è il settore delle costruzioni Francia, che fa registrare una diminuzione del -4,7%.

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Occupazione

Anche i dati relativi all’occupazione nel settore delle costruzioni in Italia risulta preoccupante: nel 2014 sono stati persi 96.000 posti di lavoro (-6,2%) raggiungendo il minimo storico di 1.454.000 occupati. A preoccupare è soprattutto il fatto che si tratti di un dato in controtendenza rispetto al trend dell’occupazione complessiva che a fine 2014 ha fatto registrare un incremento di 131.600 unità, soprattutto a fronte dell’aumento del +1,5% nel settore del manifatturiero e del +0,9% nei servizi. Ad accusare il colpo anche le 536.814 imprese artigiane che operano nelle costruzioni, che rappresentano i 38,8% del totale delle aziende artigiane per un totale di 835.963 addetti, diminuite nel corso dell’ultimo anno del -2,8%, con una perdita di 5.646 imprese.

 

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