Credito PMI: nuovi canali alternativi

di Francesca Vinciarelli

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La proposta italiana del ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan per la crescita economica in Europa, partendo dal sostegno al credito delle PMI.

Presentato dal ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, il documento sulla “Finanza per la crescita” che riassume la proposta italiane dei programmi che l’Europa dovrebbe realizzare per uscire dalla crisi economica, prestando particolare attenzione al cuore del proprio tessuto produttivo: le PMI.

«I mercati dei capitali negli anni scorsi hanno lavorato bene per le grandi imprese mentre non sono stati attrattivi per le PMI e le mid-cap. Ora bisognerà agire per invertire questo trend», sottolinea Padoan.

PMI Italia => indagine sul credito negato

Il documento si compone di nove pagine ed è stato redatto in vista della riunione informale dell’Ecofin che si terrà a Milano il prossimo 13 settembre. Tra le misure di particolare interesse per le imprese di piccole e medie dimensioni spiccano la definizione di:

  • nuovi canali di credito alternativi alle banche pensati proprio per rispondere alle esigenze delle PMI;
  • un fisco più favorevole alla patrimonializzazione d’impresa;
  • finanziamenti innovativi a lungo termine, soprattutto nelle infrastrutture;
  • cartolarizzazioni più trasparenti.

PMI

Per favorire le PMI e più in particolare i finanziamenti istituzionali nei loro confronti da parte bisognerebbe sviluppare un mercato europeo per i collocamenti privati prendendo ad esempio le esperienze di Germania e Francia. Positivo anche l’esempio italiano dei mini-bond. Venture capital, fondi di debito, project bond, partnership pubblico-privato, programmi di garanzia, specifici fondi infrastrutturali, potranno rappresentare nuove fonti di finanziamento innovative da preferire a strumenti tradizionali come i sussidi pubblici o i prestiti. Citando poi l’esempio italiano dell’Ace (Aiuto alla crescita economica) come policy per «catalizzare investimenti privati in settori ad alta crescita», Padoan evidenzia la necessità di rafforzare le imprese attraverso la patrimonializzazione:

«In Paesi dove la tassazione è generalmente più favorevole al debito che all’equity c’è bisogno di renderla più neutrale».

=> Accesso al credito, un modello di valutazione per PMI

La proposta italiana

L’obiettivo che si dovrebbe porre l’Europa, secondo il ministro Padoan, è quello di

«Stimolare investimenti pubblici e privati per promuovere crescita e lavoro» andando oltre la «sterile dicotomia tra crescita e austerità».

Necessario poi puntare su un mercato unico dei capitali che limiti la dipendenza del credito dalle fonti bancarie, ormai costantemente in contrazione. Per apportare cambiamenti radicali alla finanza d’impresa bisognerebbe partire dall’Unione bancaria per poi lavorare sulla regolamentazione dei fondi di investimento a lungo termine e sulla realizzazione di un solido e affidabile mercato delle cartolarizzazioni basato su regole omogenee.

 

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