Ecofin: focus su accesso al credito PMI

di Noemi Ricci

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Si è parlato di accesso al credito delle PMI all'Ecofin: le condizioni ci sono, bisogna dare liquidità alle imprese per garantire la ripresa economica. Molte le preoccupazioni dell'UE per la situazione italiana.

In Europa sono tornate le condizioni necessarie a garantire l’accesso al credito alle piccole e medie imprese ed è quindi il momento di sostenere il tessuto produttivo di ogni nazione. È l’esortazione che arriva dal commissario europeo per gli Affari economici e monetari, Olli Rehn, nel primo giorno di lavori dell’Ecofin, dove sono riuniti i ministri dell’Economia e delle Finanze dei Paesi UE. => Accesso al credito PMI: Italia peggiore d’Europa

Accesso al credito PMI

«Ci sono piccoli segnali di stabilizzazione dei mercati finanziari e il graduale miglioramento dell’economia europea si sta tramutando in un miglioramento delle condizioni di prestito» ed è necessario che questa liquidità arrivi alle PMI, ha spiegato Rehn, perché «senza un credito sostenibile non ci saranno gli investimenti che servono a sostenere la crescita e la creazione di posti di lavoro». E la Commissione europea e la Banca europea per gli investimenti (BEI) stanno lavorando proprio ad alcuni strumenti volti a garantire l’accesso al credito delle PMI, facendo ricorso a strumenti di condivisione del rischio, con la BEI che farebbe da garante. Il progetto intitolato “L’Iniziativa per le PMI” vuole un canale di credito europeo che vada oltre la frammentazione dei singoli Paesi. Rimandata invece all’Ecofin del 15 novembre le decisioni sul Meccanismo unico di supervisione bancaria, tema sul quale si è avviata la discussione in questa occasione iniziando a ragionare sui tempi e le modalità di attivazione della vigilanza. Il presidente dell’Ecofin e ministro delle Finanze lituano, Rimantas Sadzius, ha rimarcato l’esigenza di procedere spediti verso l’unione bancaria, ritenendola «essenziale per assicurare la stabilità finanziaria e la crescita del mercato interni».

Preoccupazioni per l’economia italiana

Volgendo uno sguardo all’Italia, Olli Rehn ha manifestato le proprie preoccupazioni: «gli ultimi dati economici sull’Italia non sono buoni», l’Eurostat ha pubblicato di recente i dati: il calo del PIL nel secondo trimestre è stato dello -0,2%. «Per assicurare il ritorno della ripresa è essenziale la stabilità politica. L’Italia è scossa da turbolenze politiche, siamo tutti consapevoli che il Governo di recente ha preso chiari impegni e sta andando avanti, ma ora è importante che eviti l’instabilità politica e si concentri sulle riforme economiche, perché questo è quello che le serve» ha concluso Rehn. Ma il ministro dell’Economia italiano, Fabrizio Saccomanni, rassicura l’Europa sulla stabilità dell’Italia: «una crisi di Governo al buio potrebbe dare tensioni su mercati ma la nostra impressione è che sia un caso estremo, prevarrà il senso di responsabilità per non interrompere un buon lavoro fatto finora», le prossime elezioni saranno nel 2015 così da non interrompere il percorso delle riforme strutturali e il consolidamento dei conti pubblici. PMI Italia => indagine sul credito negato

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