Risparmio: le forme d’investimento convenienti

di Francesca Vinciarelli

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Come scegliere la forma di investimento migliore per i propri risparmi tra fondi comuni, conti deposito, titoli di Stato e buoni fruttiferi postali.

In questo periodo di difficile congiuntura economica investire i propri risparmi può risultare una scelta vincente, ma alcuni profili d’investimento risultano più convenienti di altri.

Fondi comuni

Tra le forme di investimento più diffuse ci sono i fondi comuni di investimento, che permettono di ridurre il rischio, massimizzando il rendimento, investendo in un insieme di titoli finanziari. Il concetto fondamentale sul quale si basa il fondo comune è che investendo in un certo numero di azioni, l’eventuale crollo di una di queste può essere controbilanciato dal valore delle altre. Un buon metro di paragone per capire in quale tipologia di fondo comune conviene investire risiede nell’analizzare le performance a un mese delle diverse offerte presenti sul mercato italiano. Essenzialmente esistono tre tipologie di fondi comuni:

  • azionari, l’investimento riguarda principalmente azioni o obbligazioni convertibili. Si tratta di investimenti un po’ più rischiosi, ma con rendimenti elevati e oscillazioni inferiori a quelle dei titoli azionari semplici;
  • obbligazionari, gli investimenti riguardano prevalentemente obbligazioni ordinarie e titoli di Stato. Si tratta di investimenti meno rischiosi ma anche meno redditizi;
  • bilanciati, si tratta di una forma di investimento in grado di equilibrare vantaggi e svantaggi dei fondi azionari e obbligazionari, garantendo prestazioni e profili di rischio medio

Secondo le analisi degli esperti nel mese di dicembre 2013, il mercato italiano dei fondi ha registrato perdite maggiori rispetto ai guadagni e non è andata meglio per l’azionario dei Paesi emergenti e delle materie prime. A farla da padrone sono state invece le azioni europee avendo premi di rischio con un forte potenziale di ribasso ed essendo attualmente scambiate ai minimi della loro fascia di oscillazione storica. In vista della ripresa economica sembra poi più promettente investire nelle imprese che operano nei settori che probabilmente traineranno la ripresa economica come l’e-commerce, i social network, l’additive manufacturing (stampa in 3D) e il cloud computing.

Conti deposito, titoli di stato e buoni fruttiferi

Secondo un recente studio di SosTariffe.it i conti deposito rappresentano ancora oggi un buon investimento, più conveniente rispetto ai titoli di Stato e ai buoni fruttiferi postali. Attualmente i conti deposito offrono tassi d’interesse fino al 2,56% l’anno, per cinque anni, con una media del 2,38%. Tassi che portano ad un guadagno quasi quattro volte superiore a quello che sono in grado di garantire i titoli del debito pubblico. Lo svantaggio di questo tipo di investimenti risiede nella minore liquidità che i conti deposito sono in grado di offrire e alla necessità di vincolare le somme per un certo periodo di anni. BTP, BOT, CTZ e buoni fruttiferi postali, avendo tassi d’interesse molto bassi a livello europeo, dal canto loro non sono in grado di garantire una sufficiente protezione dall’inflazione.

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