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Aumento IVA 22%: i rincari affossano il made in Italy

di Francesca Vinciarelli

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In vigore l'aumento IVA al 22%, ad essere interessati saranno soprattutto i prodotti made in Italy: l'analisi della Cgia Mestre.

È già in vigore l’aumento dell’IVA al 22%, una novità per l’imposta sul valore aggiunto di beni e servizi che secondo l’Ufficio studi della CGIA Mestre dal 2014 andrà a pesare soprattutto sull’acquisto dei prodotti “made in Italy”, mobili, elettrodomestici, manutenzione della casa, abbigliamento e calzature. L’analisi è stata effettuata sulla base della spesa media annua degli italiani, ipotizzando che questa rimanga praticamente uguale e a quella effettuata nel corso del 2012, ovvero dell’ultimo anno per il quale sono disponibili dati statistici precisi. In generale ricordiamo che l’aumento dell’IVA andrà a colpire circa il 70% dei prodotti, tra quelli per i quali l’aliquota IVA rimarrà ferma al 4% ricordiamo i beni di prima necessità quali pane e pasta, riso, farina, latte, formaggi e ortofrutta. In totale per mobili, elettrodomestici e manutenzione della casa gli italiani hanno speso 68,5 miliardi di euro, ma dal 2014 l’aumento dell’IVA porterà ad un loro aumento per un totale di 567 milioni di euro (che rappresentano il 19,8% del maggior gettito IVA previsto, pari a 4,2 miliardi di euro all’anno). Per quanto riguarda le manutenzioni e i pezzi di ricambio dei mezzi di trasporto, la spesa che nel 2012 era stata di 36 miliardi di euro salirà nel 2014 di 298 milioni di euro (10,4% del maggior gettito IVA). In generale gli aumenti peseranno per il 67% (circa 2,85 miliardi di euro) sulle famiglie italiane e per il rimanente 33% (1,35 miliardi) sulle imprese, il settore “no profit” e le PA. «A subire l’aggravio più pesante – secondo il segretario della CGIA, Giuseppe Bortolussi – saranno gli acquisti dei prodotti made in Italy che costituiscono l’asse portante del nostro manifatturiero. Pertanto, il probabile calo dei consumi che interesserà queste voci avrà degli effetti molto negativi anche sulla miriade di piccole e medie imprese che già oggi operano in condizioni di grave difficoltà a seguito di una tassazione a livelli record, ad una burocrazia eccessiva ed asfissiante e di una crisi che continua a produrre i suoi effetti negativi». => Leggi di più sugli effetti dell’aumento IVA