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Agenda Digitale 2013: banda larga, servizi online e copyright

di Francesca Vinciarelli

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L'Agenda Digitale UE 2013 presentata da Neelie Kroes punta su banda larga, servizi digitali diritto d'autore e copyright in rete: ecco il piano d'azione e gli incentivi.

Presentata dalla vice presidente della commissione europea UE, Neelie Kroes, l’Agenda Digitale UE per il 2013: sette i punti cruciali sui quali verterà, tra i quali la banda larga svolgerà il ruolo principe.

Sul Broadband Internet verte infatti la strategia comunitaria per il rilancio dell’economia europea e lo smobilizzo degli investimenti, favoriti da un “nuovo e stabile ambiente normativo”.


Scarica il programma dell’Agenda Digitale UE 2013-2014

Per la banda larga verrà definita una strategia in 10 azioni che verranno presentate nel 2013. Per la commissaria UE «è finito il tempo delle lamentele, il 2013 sarà l’anno del fare».

E all’interno di questo impegno a “fare” prenderà forma la revisione degli aiuti di Stato sulla banda larga. In più la stessa UE stanzierà dei fondi sotto forma di project-bond.

=>Confronta con l’Agenda Digitale italiana

Fondamentale, in questo percorso di crescita – fondato sul principio, ribadito da Kroes, che l’economia digitale «cresce 7 volte più velocemente del resto dell’economia» – servono: accesso alla rete non discriminatorio; nuove metodologie di costi per l’accesso alle reti che favoriscano gli investimenti; neutralità della rete; network di rete di nuova generazione; riduzione dei costi di sviluppo.

Linee d’azione fondamentali anche per il futuro delle imprese, in corsa per fare proprio un ecosistema di strumenti digitali che consentano loro il salto di qualità:

=>Leggi i dati 2012 sulla diffusione ICT nelle imprese in Italia ed Europa

Priorità

Oltre alla banda larga tra le altre priorità ci sono:

  • servizi digitali (firma elettronica, mobilità delle imprese, giustizia online, Sanità elettronica e piattaforme digitali per la cultura);
  • coalizione digitale con il coordinamento di azioni nel pubblico e privato;
  • start-up digitali;
  • competenze digitali con formazione e certificazione;
  • cyber-sicurezza;
  • micro e nano-elettronica;
  • cloud computing soprattutto nella PA;
  • riforma del diritto d’autore;
  • copyright nel Web  (leggi le nuove regole sul copyright)

Da tutto questo lavoro l’Europa ci guadagnerà entro il 2020 3,8 milioni di posti di lavoro e un aumento del PIL del +5% (1.500 euro a persona).

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