Nuovo ISEE: Riccometro e servizi di Welfare

di Barbara Weisz

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Stretta su reddito e patrimonio ma anche franchigie per i dipendenti e agevolazioni per il mutuo e per chi perde il lavoro: ecco il nuovo ISEE per l'accesso ai servizi di Welfare.

Dopo mesi di attesa è stato approvato il nuovo ISEE, sistema di calcolo dell’indicatore della situazione economica prevalente (necessario per l’accesso alle prestazioni assistenziali e di welfare). Lo schema del nuovo regolamento è contenuto nel  Dpcm 3 dicembre 2013. Il Riccometro ha comportato in generale una stretta sui requisiti di reddito e sul patrimonio, finanziario e immobiliare. La riforma ISEE mira infatti a contrastare lo scandalo dei finti poveri, ha spiegato il premier Letta, muovendo un «passo fondamentale per una maggiore equità», secondo il Ministro Giovannini. Il debutto dell’ISEE corrente consente inoltre di segnalare variazioni significative della situazione economica, ad esempio in caso di perdita del lavoro, correggendo un ISEE ancora in corso di validità.

Le novità

  • Considerati ai fini ISEE tutti i redditi del nucleo familiare: assegni di mantenimento, redditi agricoli, TFR, cedolare secca, prestazioni di welfare in corso e così via.
  • Introdotti tra gli indicatori di ricchezza entrano auto di grossa cilindrata e imbarcazioni.
  • Innalzate le franchigie per redditi da lavoro dipendente, da pensione e per chi paga l’affitto,  ridotte quelle sui beni mobiliari compresi conti correnti, titoli di stato e obbligazioni, azioni, fondi.
  • Inasprite le regole sul patrimonio immobiliare, per cui si prende in considerazione il valore ai fini IMU (più alto rispetto alla rendita catastale).
  • Introdotte agevolazioni per chi paga il mutuo (si sottrae l’importo residuo) e per ogni figlio convivente successivo al secondo.
  • Previsti nuovi paletti per la composizione del nucleo familiare e misure per intensificare i controlli.

Prestazioni ISEE

Alcuni esempi: assegni familiari, maternità, asili nido e prestazioni scolastiche (mense, scuola bus…), tasse universitarie, prestazioni del diritto allo studio universitario, ticket sanitari, servizi socio-sanitari, agevolazioni per servizi e prestazioni pubbliche.  Nel 2011 sono state presentate poco più di 7,5 milioni di dichiarazioni relative a circa 19 milioni di contribuenti (un terzo della popolazione nazionale) raggruppati in 6,5 milioni di famiglie. Prestazioni più richieste: settore economico assistenziale (66% delle dichiarazioni), servizi di pubblica utilità e casa (40%), nidi e scuola (31%), servizi socio sanitari (27%).

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