Aliquote IMU 2012 per immobili in affitto e sfitti

di Barbara Weisz

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Guida al calcolo IMU 2012 in base alle aliquote previste nei Comuni per seconde case in affitto con contratti liberi o concordati e per gli immobili sfitti.

L’aliquota IMU 2012 per le abitazioni diverse dalla prima casa nella maggioranza delle grandi città italiane sarà quella massima dell’1,06%:

=> Leggi le aliquote IMU 2012 nei Comuni italiani
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Spesso, tuttavia, è prevista una tassa agevolata per chi affitta l’immobile, in misura diversa a seconda che il canone è libero o concordato.

Aliquote IMU per case in affitto

CANONI CALMIERATI, in base a una contrattazione locale fra sindacati inquilini e proprietari di immobili, per abitazioni destinate a particolari tipologie di inquilini (giovani coppie, redditi bassi…).

  • Aliquota IMU massima (1,06%): Roma, Napoli, Palermo, Firenze, Messina, Parma, Campobasso, Perugia.
  •  Aliquota IMU agevolata nei Comuni con IMU massima su seconde case: Milano (0,65%), Torino (0,57%), Firenze, Genova, Bologna, Venezia, Padova, Potenza e Ancona, tutte allo 0,76%, Bari (0,4), Verona (0,46%), Brescia (0,9%).
  • Aliquota IMU ridotta nei Comuni con IMU più bassa per tutte le seconde case: Trieste (0,97% standard e 0,65% per affitti calmierati), Aosta e Prato (in entrambi i casi 0,76%), Udine (0,86%e 0,76%), Cagliari (0,96% e 0,86%), l’Aquila (0,76% e 0,66%), Catanzaro (entrambe 0,96%).

In tutti i casi, la vecchia ICI era più bassa: a Bologna addirittura non si pagava su questi immobili, a Torino e Aosta si applicava l0 0,1%, a Genova lo 0,2%.

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CANONI LIBERI, il cui importo è deciso dal contratto fra inquilino e proprietario.

  • Aliquota IMU massima (1,06%): Roma, Napoli, Torino, Palermo, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Catania, Venezia, Verona, Messina, Padova, Brescia, Taranto, Potenza, Ancona, Campobasso, Perugia.
  • Aliquota IMU agevolata nei Comuni con IMU massima su seconde case: Milano (o,96%)
  • Aliquota IMU ridotta nei Comuni con IMU più bassa per tutte le seconde case: Trieste (0,97%), Aosta, l’Aquila e Prato (0,76%), Udine (0,86%), Catanzaro (0,96%).
  • Casi particolari: Cagliari applica lo 0,86% (stessa aliquota dell’affitto concordato), mentre le altre seconde case sono allo 0,96%.

Anche qui, la vecchia ICI era più bassa, oscillando fra lo 0,4 e lo 0,7%.

Aliquote IMU per case sfitte

  • Aliquota IMU massima (1,06%): Milano, Roma, Napoli, Torno, Palermo, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Catania, Venezia, Verona, Messina, Padova, Brescia, Taranto, Potenza, L’Aquila (qui rappresenta un aggravio rispetto allo 0,76% delle altre seconde case), Cagliari (anche qui, più cara dello 0,96% delle altre seconde case) Ancona, Campobasso, Perugia.
  • Casi particolari: a Trieste è all’1% (a fronte dello 0,97% applicato agli altri immobili non prima casa),a  Prato è allo 0,76%, come tutte le seconde case, ad Aosta 0,96%, alzando la tassa rispetto allo 0,76% applicato agli altri immobili non prima casa, ad Udine 0,98%, più alta dello 0,86% delle altre seconde case, a Catanzaro 0,96% come tutte le seconde case.

Classifica rincari IMU

Anche se l’aliquota è più bassa capita che di fatto l’IMU sia più cara in zone in cui ad esempio sono più alte le rendite catastali.

Vediamo una classifica di tutti i capoluoghi di regione sulla base delle tabelle di Confedilizia, prendendo come riferimento un immobile di categoria C2 con cinque vani in zona semiperiferica.

=> Vai alla mappa dei rincari IMU sulle case affittate

CANONI LIBERI: in termini assoluti, l’IMU più cara è a Bologna. La rendita catastale media per questa tipologia di immobili è di 1020 euro, l’aliquota è quella massima, 1,06%, e l’importo totale IMU 2012 sarà di 1816 euro, con un aggravio del 198% sulla vecchia Ici.
Segue Napoli, con l’IMU 2012, a 1426 euro, mentre in terza posizione c’è Milano, dove l’aliquota è più bassa (0,96%), ma l’IMU media su cinque locali in semiperiferia è pari a 1416 euro.
A 1.403 euro ci sono Roma, Torino e Genova, mentre Venezia è a 1355. Quindi Aosta, 1154 euro (aliquota più bassa 0,76%), Firenze, 1127 euro, Trieste, 1094 euro (aliquota più bassa, 0,97%), Bari, 1035 euro. Gli altri capoluoghi sono sotto i mille euro, l’Imu più bassa per le case in affitto a contratto libero è quella di Potenza, 391 euro, Catanzaro, 500 euro, Palermo, 575 euro.

In termini di aggravio rispetto alla vecchia ICI, sempre considerando solo gli affitti liberi, il rincaro maggiore si è verificato a Milano, +207%, seguita da Aosta, 204%. Come si vede, sono entrambe città che non applicano l’aliquota massima, ma che comunque hanno operato il rialzo più evidente rispetto alle precedenti tassazioni: a Milano l’Ici su queste case era al 5%, ad Aosta al 4%.
Rincaro vicino al 200% anche a Bologna, +198%, mentre c’è un nutrito gruppo di capoluoghi fra il 142 e il 143%, ovvero Roma, Napoli, Torino, Palermo, Genova, Firenze, Venezia, Ancona, Bari, Perugia, Potenza. Il rincaro più basso è il 74% dell’Aquila, unica città capoluogo sotto il 100%.

CANONI CALMIERATI. A Venezia, l’IMU costa 972 euro, ovvero il 2330% in più rispetto alla vecchia ICI (del resto, l’aliquota è passata dallo 0,05% allo 0,76%). Segue Aosta, +1115%, con l’IMU a 1154 euro. Per non parlare di Bologna, dove l’aumento è totale, nel senso che prima non si pagava nulla, mnetre oggi l’IMU media è pari a 1302 euro. Aumento dell’817% a Torino (vecchia Ici 83 euro, IMU a 761 euro), del 510% a Genova, (vecchia Ici 165 euro, IMU 1006), del 451% a Cagliari (da 156 a 860 euro).

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Fra le metropoli, Roma registra un aumento del 269%, da 380 a 1403 euro, Milano del 160% (da 369 a 959 euro), Napoli del 143%, da 588 a 1426 euro.  Con l’unica eccezione dell’Aquila, +62% (da 432 a 701 euro), gli aumenti sono tutti superiori al 100%, partendo dal +103 di Firenze, da 399 a 808 euro.

In termini assoluti, l’IMU più alta sui canoni concordati è a Napoli, 1426 euro, seguita da Roma, 1403 euro, Bologna, 1302 euro, Aosta, 1154 euro, Genova 1006 euro. IMU più bassa a Potenza, 280 euro, e Bari, 390 euro.