PMI in Borsa con AIM Italia – Mercato Alternativo del Capitale

di Barbara Weisz

scritto il

Il mercato AIM Italia - Mercato Alternativo del Capitale, nato dalla fusione di AIM Italia e MAC: come e quando è partito, requisiti di accesso e modalità di quotazione in Borsa per le PMI.

w
A Piazza Affari è partito il 1° marzo 2012 un nuovo mercato interamente dedicato alle PMI: si tratta del tanto atteso AIM Italia – Mercato Alternativo del Capitale che accorpa i due mercati già esistenti, l’AIM Italia e il MAC: in questo modo Borsa Italiana ha razionalizzato la propria offerta dedicata alle PMI, un segmento considerato da tutti particolarmente interessante e che mai come di questi tempi ha bisogno di nuovi strumenti per rilanciarsi sui mercati. Dopo le prime negoziazioni  le società già quotate su Aim Italia sono quindi passate automaticamente sul nuovo mercato con la nuova disciplina. Per le PMI quotate sul MAC (rimasto aperto alle nuove quotazioni solo fino al 30 marzo 2012) è stata invece disposta una procedura di adeguamento proseguita fino a fine 2012. Il mercato AIM Italia – Mercato Alternativo del Capitale è un MTF, ossia un sistema multilaterale di negoziazioni (Mutilateral Trading Facility) regolamentato e gestito da Borsa Italiana.

Requisiti di accesso per PMI

Per accedere a questo nuovo MTF non sono richiesti requisiti minimi di capitale, ma le aziende devono destinare al mercato un flottante di almeno il 10%. In generale, il punto di forza del nuovo mercato per PMI è il processo di quotazione rapido: dieci giorni dalla presentazione della domanda! Le aziende devono nominare un Nomad (Nominated advisor), cioè un consulente finanziario iscritto agli appositi registri di Borsa Italiana, che deve essere mantenuto in via continuativa per tutta la permanenza sul mercato: avrà un ruolo guida in fase di ammissione, e consulenziale in seguito. Le piccole e medie aziende che intendono quotarsi devono avere un bilancio sottoposto a revisione contabile e presentare il documento di ammissione. Quanto ai principi contabili, sono ammessi sia quelli italiani sia gli IFRS.

Investitori

Il mercato AIM è accessibile agli investitori istituzionali e professionali e al pubblico retail: in fase di ammissione il collocamento è rivolto solo agli istituzionali e professionali, mentre sul mercato secondario le negoziazioni sono aperte anche al retail.

Mercato AIM Italia – MAC: caratteristiche

Le caratteristiche del nuovo mercato sono state messe a punto dall’advisory board di Borsa Italiana nato nel 2010 per occuparsi dello sviluppo dell’offerta di Piazza Affari dedicata alle PMI. L’organismo, presieduto da Vincenzo Boccia, Presidente di Piccola Industria di Confindustria e composto dai rappresentanti di imprese, banche, investitori e operatori di mercato si è posto i seguenti obiettivi:

  • valorizzare le esperienze maturate con i mercati precedenti,
  • rendere più semplice e immediato l’accesso ai capitali delle PMI dando certezza regolamentare agli operatori,
  • proporre un rapporto equilibrato fra adempimenti richiesti alle società e tutele dovute all’investitore.

Di MAC è stato mantenuto il processo di ammissione rapido, la tempistica ridotta e l’introduzione di lotti minimi di negoziazione, mentre da AIM Italia derivano la valenza internazionale, una comunità di professionisti dedicata e specializzata e la possibilità di accedere a un bacino più ampio di investitori, sia professionali, sia retail.

Quotazione PMI in Borsa

Quello delle piccole e medie imprese è certamente un segmento che ha notevoli potenzialità in un Paese come l’Italia in cui da una parte queste aziende rappresentano l’ossatura del sistema produttivo e dall’altra ancora oggi sono raramente quotate in Borsa e soffrono di un cronico problema di accesso al credito. Alla fine del 2009 le società quotate con capitalizzazione inferiore ai 300 milioni erano il 62%, meno dell’80% di Francia e Gran Bretagna o del 79% della Germania. E ancora: i fondi di investimento specializzati in PMI italiane sono nove, contro i 61 della Francia e i 57 del Regno Unito. 

I Video di PMI

Italia fuori dall’Euro: le ragioni del sì e del no