Banca d’Italia: il punto sulle economie regionali

di Barbara Weisz

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Analisi dell'economia nelle Regioni italiane: andamento a due velocità in termini di crescita, accesso al credito e disoccupazione.

I segnali di ripresa economica ci sono, seppur timidi, ma oltre che di modesta entità sono anche mal distribuiti, con un gap fra Nord e Sud del Paese che si è acuito nel 2013 e che ha effetti anche sull’aggancio dell’uscita dalla crisi. Lo sottolinea il Rapporto sulle Regioni Italiane della Banca d’Italia, che contiene i dati su come è andato il 2013 e un’analisi degli scenari 2014.

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Divario Nord-Sud

Fra le più penalizzate dalla congiuntura in italiana sono le PMI: la piccola dimensione dell’impresa rappresenta una delle principali ragioni delle differenze di crescita fra Settentrione e Mezzogiorno, insieme alla minore propensione alle esportazioni e ai tassi per l’accesso al credito (a fine 2013, il tasso nel Sud era all’8%, contro il 6,2% praticato nel Centro-Nord). Premesso che in entrambi i casi si tratta di un costo dei prestiti alto, ci sono quasi due percentuali di differenza, che rappresentano un aggravio per le imprese meridionali. Sul 2014 non ci sono ancora numeri, ma la considerazione che:

«emergono segnali, ancora moderati, di ripresa, che sono però ancora differenziati tra le diverse aree. In base agli indicatori disponibili, il riavvio dell’attività delle regioni centro-settentrionali non si è ancora esteso a quelle meridionali, riflettendo anche la loro minore apertura agli scambi internazionali».

Questo trend prosegue dal 2013, che ha visto le esportazioni aumentare al Nord, restare stabili al centro, calare nel Mezzogiorno.

Accesso al credito

Il Rapporto analizza anche un argomento caro alle imprese: i prestiti bancari. Fra le componenti che maggiormente pesano sulle differenze nei tassi di accesso al credito, c’è la dimensione dell’impresa. Un prestiti medio a un’impresa nel Nord Ovest ha un tasso del 6,02%, che sale all’8,8% per una piccola impresa (mentre per le medio grandi di ferma al 5,7%). Nel Nord-Est, si va dal 5,6% applicato alle imprese medio grandi al 7,8% delle piccole, nel Centro dal 6,8% al 9,2%, nel Sud dal 7,6 al 9,6%. In media, ad un’impresa italiana di medie o grandi dimensioni il credito costa il 6,17%, ad una piccola l’,8,77%.

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PIL

Sul fronte del PIL, il 2013 è stato all’insegna della crisi in tutto il Paese, ma anche qui con differenze fra le diverse aree. Il prodotto interno lordo è sceso del -0,6% nel Nord Ovest (in netto miglioramento dal -2,3% del 2012), del -1,5% nel Nord Est (dal -2,5% dell’anno prima), del -1,8% nel Centro (dal -2,5%), mentre nel Sud l’arretramento non solo è stato decisamente maggiore pari al -4%, ma segna anche un peggioramento rispetto al 2012, quando la recessione si era fermata a -2,9%.

Disoccupazione

Quanto alla disoccupazione, nel 2013 il tasso ha raggiunto il 19,7% nel Meridione, contro il 9,1% del Centro Nord: valori che confermano il gap, ma che sono molti alti in tutto il Paese. La situazione è ancor più drammatica per i giovani fino a 29 anni, disoccupati nel 43% nel Sud, e nel 23% dei casi nel Centro Nord.

sull’economia delle regioni italiane.