Tratto dallo speciale:

Federcostruzioni fotografa investimenti e crescita

di Alessandra Gualtieri

8 Ottobre 2026 09:28

logo PMI+ logo PMI+
Federcostruzioni fotografa 3,4 milioni di addetti: opere pubbliche al 41,5% degli investimenti, con la nuova edilizia residenziale ancora in calo.

Federcostruzioni ha presentato il Rapporto 2026 sulla filiera: il 2025 si chiude con una filiera da 648,7 miliardi di euro e per il 2026 gli investimenti sono attesi in crescita, sostenuti soprattutto dalle opere pubbliche. Il documento, realizzato in collaborazione con Cresme, mostra una composizione della domanda che continua a favorire infrastrutture e riqualificazione, mentre la nuova edilizia residenziale si riduce.

In sintesi:

  • nel 2025 il valore della produzione della filiera è aumentato dello 0,9%, pari a +5,7 miliardi di euro rispetto al 2024;
  • gli occupati hanno raggiunto 3,4 milioni, in aumento del 3%, mentre costruzioni e progettazione hanno segnato rispettivamente +4,7% e +7,9%;
  • tra il 2019 e il 2025 la produzione complessiva della filiera è cresciuta del 33,7% in termini reali;
  • il Rapporto indica esportazioni per 64,3 miliardi di euro e un saldo commerciale positivo per 34,7 miliardi.

Costruzioni: 648,7 miliardi di produzione e 3,4 milioni di addetti

Nel 2025 la filiera delle costruzioni ha raggiunto 648,7 miliardi di euro di produzione, con una crescita dello 0,9%, mentre l’occupazione è salita a 3,4 milioni di addetti, pari al 14% degli occupati in Italia. La dinamica del lavoro è stata più intensa nelle costruzioni, con +4,7%, e nella progettazione, con +7,9%.

Il dato annuale si inserisce in un ciclo di espansione più lungo: tra il 2019 e il 2025 la produzione reale della filiera, al netto dell’inflazione, è aumentata del 33,7%. Il Rapporto 2026 attribuisce inoltre al sistema delle costruzioni esportazioni per 64,3 miliardi di euro e un avanzo commerciale di 34,7 miliardi.

La crescita della produzione dell’intera filiera riguarda costruzioni, materiali, tecnologie, progettazione e servizi; gli investimenti in costruzioni descrivono invece la spesa destinata agli interventi edilizi e infrastrutturali. Da qui i motivi della tenuta della filiera, che può convivere con comparti immobiliari in contrazione.

Opere pubbliche: 96,6 miliardi e 41,5% degli investimenti

Le opere pubbliche hanno sostenuto il mercato nel 2025 con un aumento del 21%, fino a 96,6 miliardi di euro, pari al 41,5% dei 232,6 miliardi di investimenti complessivi in costruzioni. Federcostruzioni riconduce la crescita soprattutto all’accelerazione dei progetti PNRR, agli investimenti ferroviari e agli interventi degli enti locali.

La spesa in conto capitale dei Comuni è aumentata del 15,3% nel 2025. Sul versante residenziale, gli investimenti abitativi sono diminuiti del 15,6%, con le nuove abitazioni a -5% e la manutenzione straordinaria residenziale a -18%, dopo il ridimensionamento degli incentivi edilizi.

Investimenti 2026 a +5,6%: opere pubbliche ancora in crescita

Per il 2026 il Rapporto Federcostruzioni stima un aumento del 5,6% degli investimenti in costruzioni, sostenuto soprattutto dalle commesse pubbliche e da un recupero della manutenzione straordinaria residenziale. Le nuove abitazioni e le nuove costruzioni non residenziali private sono ancora previste in calo.

Il +5,6% è una previsione annuale sugli investimenti. Sul fronte congiunturale, l’Istat ha rilevato a luglio 2026 una produzione nelle costruzioni in calo dell’1,2% su base annua e dell’1,4% rispetto a giugno; nella media dei primi sette mesi, l’indice corretto per gli effetti di calendario cresce dell’1,3%. Produzione e investimenti misurano grandezze diverse e il dato mensile segnala oscillazioni durante l’anno.

Comparto Consuntivo 2025 e previsione 2026
Investimenti complessivi 232,6 miliardi di euro nel 2025; crescita attesa del 5,6% nel 2026
Opere pubbliche +21% nel 2025, a 96,6 miliardi e al 41,5% del totale; +12% atteso nel 2026
Manutenzione straordinaria residenziale -18% nel 2025; recupero del 3,5% atteso nel 2026
Nuove abitazioni -5% nel 2025; ulteriore calo del 4,5% atteso nel 2026
Nuove costruzioni non residenziali private flessione del 3% attesa nel 2026

Per le imprese, le commesse pubbliche continuano a offrire la componente più dinamica della domanda, la riqualificazione abitativa torna positiva dopo il forte arretramento del 2025, mentre il nuovo residenziale e il nuovo non residenziale privato mostrano ancora una contrazione.

La composizione degli investimenti concentra in realtà le prospettive migliori su infrastrutture, lavori pubblici e recupero del patrimonio edilizio, mentre i nuovi fabbricati privati hanno ancora previsioni negative. Il mix di attività e commesse diventa quindi più rilevante della media di settore nel valutare il 2026.