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BCE: tassi invariati e prudenza sul futuro

di Barbara Weisz

24 Luglio 2025 19:06

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Tassi BCE invariati, prossime mosse calibrate sui dati, variabile d'incertezza rappresentata dai dazi USA, impatto neutrale sui mutui.

Come previsto, la Banca Centrale Europea ha lasciato invariati i tassi d’interesse, interrompendo così una serie di otto tagli consecutivi iniziati nel 2024 e proseguiti quest’anno. Il tasso sui depositi resta dunque al 2%, quelli sulle operazioni di rifinanziamento principale e sui prestiti marginali al 2,15% e 2,40%.

BCE: la decisione di politica monetaria

Il comunicato con cui il board della BCE comunica le decisioni di politica monetaria si limita a sottolinea che l’inflazione si attesta sull’obiettivo di medio termine del 2% e che l’economia mostra resilienza, per quanto il contesto globale rimanga eccezionalmente incerto, soprattutto a causa delle controversie commerciali.

La presidente Christine Lagarde non ha commentato le ipotesi di accordo sui dazi al 15% limitandosi ad assicurare l’interesse con cui Francoforte segue l’evolversi della situazione. Nel frattempo, continuerà ad operare sulla base del lavoro di previsione: «abbiamo uno scenario di base delineato a giugno che resta in piedi, confermato dai dati recenti». Pur con le incertezze legate ai rischi di escalation sul fronte della guerra commerciale, «i rischi per la crescita economica rimangono orientati al ribasso».

Per quanto riguarda il futuro, Lagarde si è limitata a sottolineare che le decisioni saranno prese sulla base dei dati, senza un percorso precostituito.

Tassi stabili: l’impatto sui mutui

Per quanto riguarda l’impatto sui mutui, la decisione di politica monetaria di luglio dovrebbe risultare “neutra”. Il costo dei mutui è comunque sceso costantemente nell’ultimo anno. Secondo le stime di Facile.it chi ha acceso un mutuo variabile da 150mila euro a 20 anni oggi paga una rata più bassa di circa 166 euro al mese rispetto allo scorso anno, con un risparmio potenziale fino a 40mila euro sull’intera durata del finanziamento. Il tasso fisso in luglio oscilla intorno al 3%, con rata media mensile più alta rispetto a quella del variabile. Ad esempio, per un mutuo standard da 150mila euro in 20 anni, la rata fissa è di circa 836 euro, contro gli 804 euro del variabile. Un divario che, su scala ventennale, può arrivare a oltre 7mila euro di spesa in più.

Scende anche il costo del denaro per le imprese. Il tasso medio sulle nuove operazioni è sceso al 3,56%, in calo rispetto al mese precedente e molto distante dal 5,45% di fine 2023.