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Dazi USA: ipotesi di accordo sulle tariffe doganali al 15%

di Barbara Weisz

24 Luglio 2025 13:51

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La proposta sul tavolo dei negoziati, Bruxelles tratta ma prepara le contromosse in caso di mancato accordo: controdazi da 93 miliardi e strumento anti coercizione.

Il negoziato fra Stati Uniti e Unione Europea sui dazi è alle battute finali. Entro il primo agosto, in mancanza di un accordo, scatta l’aumento delle tariffe al 30% sulle merci in ingresso negli USA. In teoria, perché in pratica sembra che il punto di incontro sia vicino.

Le ultime ipotesi indicano una possibile intesa su queste basi: aliquota al 15% e riduzione di alcuni dazi settoriali come quello sulle auto, attualmente al 25%.

Dazi USA: ipotesi di accordo con la UE

Si tratta per ora solo di ipotesi esplorate in sede di negoziato ma non ancora caratterizzate da ufficialità e nemmeno da posizioni consolidate che possano rappresentare una sorta di punto fermo. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani rilascia dichiarazioni prudenti: «un 15% era una delle proposte degli americani, una tassa piatta, diciamo un dazio piatto per tutti, però bisogna ancora vedere, la trattativa è aperta».

In base alle ricostruzioni del giornale economico britannico Financial Times, gli ambasciatori europei avrebbero illustrato alla Commissione UE lo scenario dei dazi al 15% e a Bruxelles ci sarebbe un clima propenso ad accettare, per scongiurare il rischio di barriere al 30%.

Un segnale di apertura sembra essere arrivato anche dalla Casa Bianca, il presidente Donald Trump ha definito seri i negoziati in corso e ha specificato che, se l’Unione Europa accetta di aprire i mercati alle imprese americane, gli USA abbasseranno le tariffe.

L’intesa ricalca l’accordo appena raggiunto con il Giappone che, in cambio dell’abbassamento delle tariffe (previste al 25%), si è impegnato a investire negli USA 550 miliardi di dollari, con una serie di accordi commerciali.

La strategia Europea sulle tariffe doganali

Sul fronte europeo, il clima è improntato alla trattativa ma senza escludere alcuno scenario. Ragion per cui Bruxelles ha da una parte approvato un pacchetto di contromisure da 93 miliardi di euro in risposta ai dazi americani, dall’altra ha sospeso i contro-dazi fino al 7 agosto, per lasciare spazio ai negoziati. Queste contromisure consistono in una lista di prodotti USA da sottoporre a dazi, che riunisce le due diverse bozze precedentemente predisposte.

L’Europa continua anche a non escludere il ricorso allo strumento anti-coercizione, che prevede (oltre a contro-dazi) anche il ricorso ad altre restrizioni commerciali, che possono riguardare aziende, accesso agli appalti, investimenti e brevetti.